Archive for 31 luglio 2012

Cà del Bue: 572 Kg di inquinanti immessi ogni giorno nell’aria

572 Kg di sostanze inquinanti disperse nell’aria, 143 tonnellate di scorie e polveri da mandare in discarica, nuclei abitativi nel raggio di 5Km interessati dalla contaminazione.
Sono solo alcuni dei sinistri dati contenuti nella relazione introduttiva redatta dall’Istituto Superiore di Sanità, un documento pagato dai cittadini, che ad oggi non è ancora pubblicato sul portale del Comune di Verona. Come da richiesta dei comitati che da anni lottano per fermare questo impianto, contrario ad ogni logica di sostenibilità ambientale ma anche economica, il Movimento 5 Stelle ha fornito il documento che ora pubblichiamo liberamente e che trovate allegato al presente post.
Sul tema Cà del Bue, in accordo con il Consiglio Comunle, si terrà presumibilmente nel mese di settembre un consiglio straordinario che prevederà l’audizione di un tecnico a favore ed uno contrario all’impianto di Cà del Bue. E’ un’occasione unica, da sfruttare al meglio. E’ necessaria la partecipazione della cittadinanza ed è indispensabile trovare un tecnico che possa dimostrare inequivocabilmente che l’unica via da percorrere oggi è il trattamento a freddo dei rifiuti!

Leggi il resto

CA´ DEL BUE. Su richiesta dell’ opposizione

Sull´inceneritore tecnici a confronto in aula consiliare.
E in Provincia primo via libera al monitoraggio ambientale.
sabato 28 luglio 2012 CRONACA, pagina 11

Favorevoli e contrari all´inceneritore di Ca´ del Bue si confronteranno in un Consiglio comunale aperto. Il presidente dell´assemblea civica Luca Zanotto, durante la discussione sull´aggregazione fra Agsm e Amia, ha infatti accolto la richiesta in tal senso del capogruppo del Pd Michele Bertucco. La seduta sarà preceduta da una riunione in commissione consiliare aperta ai cittadini e ai comitati per mettere a punto le modalità del confronto, il primo di questo genere sull´impianto di Ca´ del Bue.
Intanto il vicepresidente della Provincia e assessore all´ambiente Fabio Venturi informa che la Commissione tecnica provinciale per il controllo di Cà del Bue detta Commissione Punto Zero (composta da Provincia, Arpav, Ussl 20 e 21, Comuni di San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, Verona e Zevio) ha approvato all´unanimità il progetto del sistema di monitoraggio ante e post operam proposto dall´Istituto superiore di sanità.
Il 4 marzo 2011 era stata stipulata tra il Comune di Verona e l´Istituto superiore sanità, la convenzione per la realizzazione, in collaborazione, di un programma di ricerca avente come obiettivo la valutazione della situazione ambientale ante operam nell´area circostante l´impianto di incenerimento di Cà del Bue nel Comune di Verona e la definizione di procedure di sorveglianza ambientale da porre in atto, la valutazione di un programma di sorveglianza ambientale da porre in atto ante e post operam con particolare riguardo ai parametri che possono influire sulla salute umana.
«Il sistema di monitoraggio proposto». commenta Venturi, «risponde pienamente ai principi e ai criteri concordati e si ispira al principio di precauzione ed è stato aggiornato anche con le recenti conclusioni del progetto “Moniter”, studio che ha monitorato le eventuali ricadute ambientali e sanitarie di tutti i termovalorizzatori e inceneritori dell´Emilia Romagna, voluto dalla stessa Regione».
Il sistema, aggiunge Venturi, « è centrato sui rischi per la salute poiché estende il suo controllo all´intera filiera che va dalla contaminazione ambientale, alla disponibilità dei contaminanti pericolosi, agli effetti avversi sulla popolazione potenzialmente esposta ed è capace di identificare iniziative di mitigazione/rimozione del rischio, e di valutarne l´efficacia, poiché ponendo l´attenzione sugli specifici contaminanti può segnalare eventuali aspetti critici dell´esercizio dell´impianto e valutare per comparazione l´efficacia della loro gestione».E.S.

Articolo Originale

PONTE NELLE ALPI: IL PORTA A PORTA CONVIENE.

E’ stato organizzato un pullman dall’Alto Garda e Ledro in cui sono stati invitati tutti i politici dell’Alto Garda, con la finalità di far conoscere il Comune di Ponte nelle Alpi in Provincia di Belluno, realtà con il più alto tasso di raccolta differenziata e di riciclaggio dei rifiuti (oltre 90%), per mezzo di una raccolta “porta a porta” su tutte le tipologie di materiali.

La volontà del nostro movimento è quella di incentivare l’introduzione del sistema di raccolta domiciliare su tutto il territorio, per una miglior gestione dei rifiuti finalizzata al recupero delle materie invece che allo smaltimento, con i materiali che vengono avviati alla filiera del riciclo.

Aggregazione AGSM AMIA, un’occasione mancata MOVIMENTO 5 STELLE VERONA


Peccato, noi saremmo favorevoli ai processi di fusioni di diverse aziende controllate, finalizzate ad incrementarne l’efficienza che poi auspicabilmente andrebbe a ripercuotersi sulla cittadinanza con servizi migliori e tariffe ridotte.
Tuttavia ci sembra un vero peccato che si sia persa un’opportunità di ottimizzare veramente  la nuova holding attraverso una ristrutturazione della governance, come avviene nei processi di fusione che coinvolgono aziende a partecipazione privata. Ipotesi che è stata chiaramente evitata, da quanto riportato dai consulenti, che hanno dichiarato di aver ricevuto preciso mandato di non coinvolgere i consigli di amministrazione ed il comparto dirigenziale.
In un momento di crisi economica e di grandi sacrifici, ci si sarebbe aspettato non dico più coraggio ma di certo più coerenza con quanto dichiarato dall’amministrazione in termini di sforzi comuni in un’ottica di risparmio a favore della cittadinanza in sede di bilancio.

Al di la del processo di fusione, comunque, dobbiamo sottolineare che da quanto riportato dai consulenti che hanno analizzato la strategia di azione per AGSM, non sarà tanto il processo di aggregazione a  comportare un aumento di guadagno e di fatturato. L’intero piano di strategia è stato infatti confezionato per condurre all’aquisizione da parte di AGSM dell’impianto di incenerimento che permetterà a detta dei consulenti un netto risparmio sul conferimento dei rifiuti.
Questo esula dal tema in discussione ed è una questione politica più che economica.
Forse il consiglio comunale, che per statuto art 2 deve garantire  il diritto alla vita e alla salute dei cittadini, dovrebbe preoccuparsi, oltre che dell’incremento del guadagno e della competitività della nuova holding, anche della direzione politica che intende dare alle aziende controllate e parlando di gestione dei rifiuti, non possiamo ignorare quanto decretato dal 7° piano di azione in tema di ambiente della comunità europea che chiede di abbandonare nel modo più assoluto la tecnologia dell’incenerimento dei rifiuti arrivando a bandire l’apertura di nuovi impianti oltre il 2020.
Forse a questo proposito il consiglio comunale dovrebbe riflettere e per questo intendiamo chiedere alle commissioni competenti di verificare strade alternative a quella dell’incenerimento, che sappia comunque garantire un adeguato riscontro in termini di ritorno economico, smaltimento del quantitativo di rifiuti stabilito dal piano regionale e che sappia garantire un investimento per il futuro e la tutela del territorio.

Abbiamo votato contro perchè:
Riteniamo che nel processo di efficientamento a seguito dell’ aggregazione, si sia scelto di non ottimizzare la governance e il comparto dirigenziale per interessi politici e non per favore della cittadinanza

In risposta all’assessore Toffali sul prelievo di 30 mln dagli utili di AGSM:
Gli utili realizzati da amia e da agsm vanno ricondotti primariamente dal pagamento delle utenze da parte dei cittadini. Tali utili non devono essere gestiti per finanziare altri soggetti o per tappare utili di bilancio perché sono soldi dei cittadini che devono essere reinvestiti per il beneficio dei cittadini, per il miglioramento dei servizi e per la diminuzione delle tariffe.

INCENERITORI – SI, NO, PERCHE’? IL DIBATTITO CONTINUA – INTERVISTA AL PROF. GIANNI TAMINO

Padova, 12 luglio 2012

ELISABETTA BERNARDINI
D) Professor Tamino, nonostante si profili per il nostro pianeta un futuro sostenibile, caratterizzato da un espandersi dell’economia ecologica, che vuole il riciclo dei rifiuti come la migliore delle risoluzioni ai problemi dell’inquinamento, esistono, purtroppo, a tutt’oggi, sistemi di smaltimento dei rifiuti impropri, come gli inceneritori. Per cui il dibattito sulla loro valenza o meno, è ancora aperto. A che cosa servono questi impianti chimici, e qual’è il loro contributo all’ecologia?

R – In tutta Europa si sta discutendo sulla validità o meno degli inceneritori. Tutti i paesi europei tendono a non realizzare nuovi inceneritori e comunque a non incentivarli, come invece si fa ancora in Italia (si pensi ai CIP6).
Gli inceneritori non hanno risolto il problema dei rifiuti perchè intervengono a valle, cioè si continua a produrre rifiuti e ci si pone solo il problema di come smaltirli. Ma poichè nulla si crea e nulla si distrugge, i rifiuti inceneriti producono polveri e ceneri che vanno smaltite in discariche (per un totale compreso tra il 25 e il 30 %), mentre il resto va a finire in atmosfera sotto forma di fumi inquinanti. Ma poichè la combustione è una reazione chimica dei rifiuti con l’aria, alla fine per ogni tonnellata di rifiuti si producono 3-4 tonnellate tra ceneri, polveri e fumi.
Non servono inceneritori, ma una seria riduzione dei rifiuti a monte (si pensi agli inutili imballaggi che costituiscono quasi il 50% dei rifiuti domestici) e una produzione di oggetti o prodotti pensati per essere riutilizzati o quanto meno riciclati. A quel punto una buona raccolta differenziata può eliminare completamente il problema.

D) In merito alle norme europee, queste, sappiamo che controllano le emissioni di sostanze inquinanti. Ma quanto valgono simili controlli al fine di contenere la fuoriuscita dei veleni che si concentrano nei residui dovuti al lavoro degli inceneritori?

R – Le norme italiane ed europee si concentrano solo su pochi inquinanti (polveri sottili, ossidi d’azoto, metalli pesanti, diossine), ma gli inquinanti che escono da un inceneritore sono centinaia o forse migliaia. Comunque l’errore sta nel fatto che si pongono limiti di concentrazione, cioè quantità di sostanza per metro cubo di fumi, ma molte sostanze si accumulano e sono attive anche a distanza di tempo.
Per questo è importante sapere la quantità annua emessa dall’inceneritore, ma su questo valore non ci sono limiti. Così le diossine possono essere perfettamente al di sotto dei limiti di legge per metro cubo. ma essere molto pericolose come accumulo annuale. Inoltre per le polveri sottili non vi sono limiti, per quella frazione che corrisponde alle nanoparticelle; così mentre si pone un limite in peso si dimentica che le nanoparticelle sono pericolose in numero.
Ma mentre le PM10, considerate nella norma, sono grossolane e pesano molto, le PM1, a parità di peso sono mille volte di più (se consideriamo i volumi); in tal modo anche riducendo del 90% le polveri sottili, con gli inceneritori di nuova generazione dotati di appositi filtri, non si riduce il numero delle polveri più pericolose, quelle più piccole.

D) Di fronte alla enorme quantità di rifiuti (fra cui la plastica, che è riciclabile), necessaria a far funzionare un inceneritore, sembra non esserci equilibrio tra il fatto che si stia promuovendo l’economia ecologica e al contempo, stanno sorgendo altri impianti in Italia.

R – E’ evidente che se si elimina parte degli imballaggi e si fa una seria raccolta differenziata, avviando le frazioni raccolte al riciclo, non resta nulla per alimentare gli inceneritori, per cui, se si mantengono in funzione quelli esistenti e si pensa di costruirne nuovi, servirà a non fare buone pratiche di raccolta differenziata o a non riciclare le varie frazioni, per alimentare gli inceneritori, che ricevono gli incentivi, anche se l’energia prodotta è trascurabile e ben inferiore a quanto sarebbe l’energia risparmiata attraverso il riciclo o il riuso dei materiali.

GIANNI TAMINO – (Mogliano Veneto, 1947), laureato in Scienze Naturali, docente di Biologia generale, e di Fondamenti di Diritto Ambientale, al Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università di Padova, è stato anche tra i promotori, nel 1985, del referendum contro il nucleare. Parlamentare presso La Camera dei Deputati, dal 1983 al 1992, e parlamentare europeo dal 1995, è un esponente della Federazione dei Verdi.

È stato vicepresidente della Commissione per la cultura, la gioventù, l’istruzione e i mezzi di informazione e della Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Turchia. Ha aderito al Gruppo Verde.

Si è sempre occupato di problemi ambientali, di energie rinnovabili, di sostenibilità, di biotecnologie, di ricerca nell’ambito degli inquinanti ambientali, pubblicando libri e scrivendo numerosi articoli su riviste scientifiche, culturali e divulgative. Si è interessato allo studio di centrali elettriche e inceneritori e il loro impatto ambientale, e alla possibilità di rischi biologici e di effetti mutageni e cancerogeni causati dalle attuali biotecnologie e dai campi elettromagnetici.

Ha partecipato a numerosi Convegni e a numerose trasmissioni televisive e radiofoniche, in particolare alla RAI (dove fa parte del gruppo di esperti sull’energia della trasmissione Caterpillar). È stato membro del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e, in particolare, del Gruppo di lavoro sui rischi biologici, e della Commissione Interministeriale per le Biotecnologie.

(fonte wikipedia)