Archive for 23 settembre 2012

Ca’ del Bue non deve ripartire. Tornano in campo gli avvocati

IL CASO INCENERITORE. San Giovanni Lupatoto schiera i legali, paventato anche il rischio per la tutela del paesaggio

Contestata la gestione stessa della conferenza dei servizi: «Ci è stato impedito di esprimere un parere informato sul progetto»

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Una delle tante manifestazioni di protesta contro Ca’ del Bue

Prende una netta piega di controversia legale la battaglia del Comune di San Giovanni Lupatoto contro Ca’ del Bue, dopo che giovedì nella sede dell’Agsm si è chiusa la fase preliminare della conferenza dei servizi. L’amministrazione comunale lupatotina rappresentata dal sindaco Federico Vantini ha espresso in quella sede, oltre che la sua contrarietà, anche le perplessità per le procedure seguite. «Non abbiamo potuto esprimere la nostra valutazione negativa in quanto non avevamo diritto di voto», riferisce vantini, «restano comunque le nostre enormi perplessità sia per le modalità di svolgimento delle conferenza sia per l’accesso, negatoci, ai dati, nonché per l’assenza della Regione e il mancato pronunciamento dell’Arpav». Aggiunge Vantini: «Il nostro legale, l’avvocato Matteo Ceruti, ha depositato una memoria nella quale si ribadisce il nostro parere contrario al nuovo inceneritore, parere motivato dalla carenza di elaborati del progetto, che ci ha impedito una valutazione corretta, e dalla sussistenza di profili di ordine ambientale, paesaggistico, igienico-sanitario, tecnico, economico, normativo e pianificatorio, radicalmente preclusivi alla realizzazione del progetto». Tra i motivi evidenziati nella memoria c’è il divieto di insediamento di impianti di gestione dei rifiuti prescritto dal Piano d’Area Quadrante Europa in ambiti di interesse paesistico ambientale, tra i quali ricade Ca’ del Bue. L’avvocato del comune sostiene che il Piano d’Area ha valenza paesistica e che ciò avrebbe dovuto indurre le istituzioni partecipanti alla conferenza, tra cui la Soprintendenza, ad esprimere parere negativo sul progetto «evidenziando tale aspetto di incompatibilità dell’intervento con la vigente pianificazione paesaggistica». Secondo il legale il mancato tempestivo rilievo, già in sede di conferenza di servizi preliminare, della sussistenza di ragioni preclusive alla realizzazione del progetto, rischia di cagionare un inutile esborso di danaro, anche pubblico, per il prosieguo della progettazione e delle procedure amministrative di valutazione ambientale e di approvazione del progetto definitivo. I rilievi legali si estendono anche al piano procedurale. Al Comune, che pure ne ha fatto ripetuta istanza, non è stato consentito l’accesso alle integrazioni progettuali presentate da Urbaser. Inoltre a San Giovanni Lupatoto è stato «precluso l’accesso ai verbali della conferenza di servizi e il rilascio di copia dei pareri espressi da altri enti». Dice l’avvocato: «In tal modo si è impedito al Comune di esprimere un parere informato sul progetto». Non è tutto. Nella memoria si pone in evidenza che Agsm «è proponente il progetto» e può solo essere «convocato» in conferenza di servizi, «senza diritto di voto»; per cui, conclude l’avvocato, alla stessa Agsm «è preclusa la potestà di indire la conferenza e di concluderla, come invece è avvenuto». Insomma l’Agsm non avrebbe avuto titolo per organizzare il tutto. Conclude il sindaco Vantini: “Il colmo è stato che la conferenza dei servizi si è chiusa senza un voto dei presenti. Quando ho chiesto ragione della mancata votazione mi è stato detto che nelle conferenze dei servizi si fa così. Tutto ciò ha fatto trasparire che non interessava a nessuno valutare ipotesi diverse di smaltimento dei rifiuti ma che l’obiettivo è soltanto il business».

Renzo Gastaldo

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Fonte

 

FonteWikipedia: Fonte is a comune (municipality) in the Province of Treviso in the Italian region Veneto, located about northwest of Venice and about northwest of Treviso.

I tre sindaci vanno a lezione per togliere rifiuti a Ca’ del Bue

ZEVIO – SAN GIOVANNI LUPATOTO – SAN MARTINO B.A. Oggi la visita a Ponte nelle Alpi, il Comune più «riciclone» d’Italia
Obiettivo: creare un consorzio con imprenditori lungimiranti per un’alternativa all’incenerimento

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Un particolare dell’impianto di Ca’ del Bue

«Vista la miopia di Verona e dell’Agsm, è venuto il tempo di passare ai fatti: creare un consorzio di Comuni disposti a collaborare con imprenditori lungimiranti su proposte alternative all’incenerimento che possano abbattere i costi di smaltimento senza bruciare rifiuti, aria, salute». Questa la strada scelta dai sindaci di Zevio, San Giovanni Lupatoto e San Martino Buon Albergo nel tentativo di mettere fuorigioco Ca’ del Bue. Se l’immondizia di Verona e provincia è troppo poca per alimentare il ciclo economico del «bruciarifiuti» – è questo il loro ragionamento, un ulteriore taglio di «combustibile» potrebbe dare il colpo di grazia alla riattivazione dei forni, spenti dal 2006. Così oggi Diego Ruzza, Federico Vantini e Valerio Avesani saranno in missione a Ponte nelle Alpi per toccare con mano le strategie che hanno consentito al Comune bellunese di aggiudicarsi l’alloro di ente più riciclone d’Italia, assegnato da Legambiente con il ministero. Ruzza giura che volontà dei tre sindaci è dare concretezza alla lotta contro l’impianto di San Michele, «contando sull’appoggio di comitati, associazioni e cittadini che non intendono bruciare la loro salute e quella dei figli». Modello da copiare Ponte nelle Alpi, con una differenziata poco sotto il 90 per cento. Lì i rifiuti secchi prodotti da ogni cittadino sono scesi da 348 a 30 chili l’anno, con un taglio in bolletta del 15 per cento. Secondo l’assessore all’Ecologia di Ponte nelle Alpi, Ezio Orsez, se tutti i Comuni veneti facessero altrettanto, «la Regione risparmierebbe 77 milioni l’anno». «Andiamo per imparare come mettere in piedi un servizio all’avanguardia, rispettoso dell’ambiente, efficace e puntuale, con costi di gestione molto più bassi di quanto prevede Ca’ del Bue, e tariffe che premiano i comportamenti dei cittadini quotidianamente impegnati a tutelare l’ambiente della propria comunità. Tutte cose che vogliamo importare nei nostri tre Comuni». L’idea di prendere a modello Ponte nelle Alpi è partita da Zevio. «Ci associamo volentieri alla trasferta», aggiunge il sindaco lupatotino Vantini, «perché quel centro è uno dei numerosi esempi di eccellenza su come siano possibili ed economicamente vantaggiose alternative all’incenerimento. Spingere al massimo la differenziata mettendo in pratica sistemi di smaltimento virtuosi, non è un’utopia. Per questo», continua Vantini, «ho già invitato Avesani e Ruzza in visita al Comune di Capannori il 12 ottobre, altra realtà associata al progetto rifiuti zero». Nel 2007 Capannori fu il primo Comune d’Italia ad aderire alla rete internazionale «rifiuti zero» entro il 2020. Sta raggiungendo il traguardo anche grazie a una serie di progetti che prevedono «acquisti verdi», compostaggio domestico, uso d’acqua potabile a chilometri zero, utilizzo di latte e detersivi attinti alla spina, pannolini ecologici, mercatino del riuso, gomme da masticare degradabili, via la plastica dalle mense, ecosagre. «Vedo con soddisfazione che l’appello lanciato dal mio vice Franco De Santi per coordinare iniziative e attività di tutti i soggetti contrari a Ca’ del Bue, già sta dando buoni risultati», dice il sindaco di San Martino, Avesani. «Per un buon amministratore, la strada giusta è far proprie le legittime richieste dei cittadini. Ritengo la voce popolare strumento molto importante nella lotta a Ca’ del Bue. Bisogna farla arrivare in Regione». Avesani allude all’indizione di un referendum contro l’inceneritore. Suscitando l’interesse di una dozzina di Comuni, già più di anno fa Zevio si fece promotore di un tavolo tecnico volto a dare il via a un innovativo impianto di selezione e trattamento del «secco» analogo a quello esistente a Vedelago, in provincia di Treviso. Lì la parte di rifiuto destinata a finire in discarica diventa materiale riutilizzabile, pagato 180 euro la tonnellata. Si trasforma cioè in granulato, impiegato in campo edilizio e nella costruzione di strutture di plastica. L’ipotesi dell’impianto è stata rallentata dalle elezioni amministrative di maggio, ma ora i tre sindaci vogliono rilanciarla. Anche perché, secondo il presidente del Coordinamento dei comitati contro Ca’ del Bue, «Vedelago rappresenta il nuovo rispetto alla termodistruzione attraverso incenerimento: coniuga ricerca, ambiente, occupazione, rispetto della salute e del futuro».

Piero Taddei

Oggi i Sindaci di S.Martino, S.Giovanni e Zevio sono a Ponte delle Alpi (BL) per conoscere di persona le reali alternative all’incenerimento dei rifiuti. Il 12 ottobre andranno anche a Capannori per verificare un’altra realtà: la strategia dei RIFIUTI ZERO !!! Grazie Sindaci !!! Siamo tutti con voi :-)

INCENERITORE

Rifiuti, tre sindaci
in missione su Dolomiti

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L’impianto di Ca’ del Bue

09/09/2012 07:40


Martedì 11 settembre i sindaci di Zevio, San Martino Buon Albergo e San Giovanni Lupatoto faranno visita al Comune di Ponte nelle Alpi per verificare di persona le strutture, la gestione e le strategie che hanno permesso al piccolo comune bellunese di vincere il 1° premio dei Comuni Ricicloni, il più ambito concorso della categoria promosso da Legambiente e patrocinato dal ministero dell’Ambiente.

“La nostra lotta contro l’inceneritore di Cà del Bue non si ferma, anzi viene rilanciata con maggiore forza e concretezza, contando sempre sull’appoggio di comitati, associazioni e cittadini che non vogliono “bruciare” la loro salute e quella dei loro figli”, spiega il sindaco di Zevio Diego Ruzza.

“Proprio su suggerimento dei comitati e delle associazioni ho chiesto al sindaco di San Martino Valerio Avesani e al sindaco di San Giovanni Federico Vantini di far insieme visita al comune più riciclone d’Italia (Ponte nelle Alpi ha una raccolta differenziata di poco meno del 90% ed è arrivato primo su 1488 comuni italiani) – conferma il sindaco Diego Ruzza – perché, vista la miopia di Verona e di Agsm, è venuto il tempo di passare dalle parole ai fatti. L’idea emersa nell’incontro di fine agosto a San Martino prevede la creazione di un consorzio di comuni pronti a collaborare con imprenditori lungimiranti che hanno proposte alternative all’incenerimento, proposte che possono abbattere i costi del 30%, senza bruciare rifiuti, aria, salute”.

“Andiamo a Ponte nelle Alpi – conclude Ruzza – per imparare da chi ha

un servizio rispettoso dell’ambiente, efficiente e puntuale, un eco-centro gestito con grande accuratezza, costi di gestione bassi, molto più bassi di quello che prevede Cà del Bue e tariffe che premiano i comportamenti dei cittadini più virtuosi, cittadini che si impegnano quotidianamente per una maggiore educazione ambientale e con la voglia, condivisa, di fare la cosa migliore per la propria comunità, quello che io voglio per Zevio, Avesani vuole per San Martino e Vantini vuole per San Giovanni”.

“Ho accolto con piacere l’invito del sindaco di Zevio, che ha coinvolto anche San Giovanni Lupatoto nella trasferta a Ponte nelle Alpi, Comune più “Riciclone” d’Italia – dichiara il sindaco lupatotino Federico Vantini. Nel nostro Paese ci sono numerosi esempi di eccellenza nella gestione dei rifiuti, che testimoniano come siano possibili (nonché più vantaggiose) vie alternative all’incenerimento. Incrementare al massimo la raccolta differenziata e mettere in pratica sistemi di smaltimento virtuosi non è un’utopia – continua Vantini. Per questo ho già invitato i sindaci di Zevio e San Martino Buon Albergo a partecipare a una visita nel Comune di Capannori, fissata per il prossimo 12 ottobre. Sarà l’occasione, dopo Ponte nelle Alpi, per conoscere un’altra realtà all’avanguardia, che ha aderito alla strategia “Rifiuti Zero””.

“San Martino aderisce con favore all’iniziativa promossa dal sindaco di Zevio, sarò presente sia a Ponte nelle Alpi martedì 11 settembre che a Capannoni il mese successivo – conferma il sindaco di San Martino Valerio Avesani. Con grande soddisfazione vedo che l’appello lanciato dal mio vicesindaco Franco De Santi per coordinare al meglio le iniziative e le attività di tutti i soggetti contrari a Cà del Bue, sia che essi siano enti locali, comitati e associazioni di cittadini, sta già dando degli ottimi frutti. L’organizzazione e la partecipazione a queste visite, – continua Avesani – oltre allo sviluppo di altre iniziative contrarie all’inceneritore sono la conferma che la strada giusta è quella di condividere le legittime richieste dei cittadini e le scelte che, dopo aver ascoltato la propria gente, un buon amministratore deve operare. A breve – conclude il sindaco Valerio Avesani – convocheremo una tavola rotonda con i comitati e le associazioni di cittadini per decidere insieme con quale strumento continuare la battaglia contro Cà del Bue, come il referendu, che sarà molto importante per perorare la nostra causa, soprattutto quando questa importante “voce popolare” giungerà nella sede della Regione Veneto”.