Archive for 26 ottobre 2012

Ca’ del bue perde già i pezzi

Quello che diciamo da parecchio tempo (cioè che l’ inceneritore di ca’ del bue non ha rifiuti da bruciare se non prendendoli da chissà dove) è stato confermato dalle dichiarazioni dell’ assessore regionale Conte che ipotizza la diminuzione dei rifiuti che saranno bruciati da 192 mila tonnellate all’ anno a 150 mila..

A questo punto vorremmo sapere quale sarà la contropartita per la ditta vincitrice del bando che  era basato sulle 192 mila t/a  e su cui è stato sicuramente basato il piano economico finanziario dell’ opera che nonostante le richieste di pubblicazione fatte da più parti (associazioni, comitati e partiti dell’ opposizione)  è sempre rimasto ben chiuso nei cassetti di AGSM.

La diminuzione del quantitativo di rifuti da bruciare diminuisce i guadagni e probabilmente si dovrà pagare una penale. A quanto ammonterà?

A  questo punto chiediamo un incontro pubblico tra il sindaco Tosi e l’ assessore regionale per far chiarezza sulle reali necessità di costruire un nuovo impianto visto che anche nel 2012 il trend di produzione di rifuti è in diminuzione come dimostrato anche dalle statistiche pubblicate da AMIA reltivamente al primo semestre (2012).

Reiteriamo nuovamente la richiesta di blocco dell’ iter di approvazione  dell’ impianto per valutare “le principali alternative, compresa l’ alternativa zero e che siano considerate le alternative sia progettuali sia localizzative” così come chiesto dalla regione stessa nella conferenza dei servizi.

Non vorremmo che poi il tutto si bloccasse tra qualche anno dopo aver speso migliaia di euro che sarebbero fatti pagare ai cittadini.

A quel punto però  cercheremo tutte le strade possibili per  richiedere  i danni a chi ha fatto questa scelta ormai anacronistica.

 

 

Fonte

Qualità dell’aria, Italia in attesa di giudizio della Corte di Giustizia Ue

  • Comunicato del 09 Ottobre 2012

Ad agosto Andrea Zanoni (IdV) ha fornito all’Ue dati aggiornati sul gravissimo sforamento dei limiti sugli inquinanti nell’aria in numerose città italiane. Si attende la sentenza della Corte Ue per violazione della Direttiva 2008/50/CE. Zanoni: “Ogni giorno respiriamo veleno. L’Ue faccia pagare i responsabili”

 
“La Commissione è a conoscenza dei problemi di inquinamento dell’aria in Italia”. Così il Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik risponde all’interrogazione di Andrea Zanoni, eurodeputato IdV, sul continuo superamento dei limiti di legge degli inquinanti dell’aria in numerose città italiane. “Ho voluto fornire alla Commissione dati più recenti sull’annosa situazione dell’aria che 60 milioni di italiani respirano tutti i giorni”. La Commissione ricorda che è pendente in Corte di Giustizia europea la causa C-68/11 nei confronti dell’Italia proprio per l’inquinamento dell’aria.

 
“I dati raccolti dal Codacons con la campagna di adesione all’azione collettiva “Italia Sotto Smog”- ha spiegato Zanoni ai servizi Ue ad agosto – dimostrano che nel 2010 ben 45 città italiane hanno superato i 35 giorni di sforamento consentito, alcune addirittura sono arrivate a superare i 100 sforamenti annui. Nel 2011, la situazione è peggiorata: nel dossier “Mal’aria di città 2012” Legambiente ha evidenziato che i capoluoghi di provincia fuorilegge sono stati ben 55 sugli 82 monitorati. Le città, inoltre, che hanno registrato più di 100 sformanti sono salite a tredici e in Veneto sei capoluoghi di provincia su sette non rispettano i limiti imposti”.

 
Sempre nel 2011 nella Pianura Padana, in città come Milano, Brescia, Verona, Padova Treviso e Ferrara, l’inquinamento è stato così consistente da produrre in gennaio il fenomeno della “neve chimica”, una pioggia di ghiaccio causata dalla condensazione del vapore acqueo sul particolato presente nell’aria.

 
“Mi auguro che i dati relativi al 2012, che testimoniano la terribile escalation degli inquinanti nell’aria nelle città italiane, vengano debitamente presi in considerazione da parte della Commissione europea e che si prendano tutte le misure indispensabili a obbligare l’Italia a rispettare i limiti di inquinamento previsti dalla Direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria”.

 
Andrea Zanoni sta organizzando la proiezione a Treviso del film-documentario “Sporchi da morire” che tratta l’effetto dell’emissione nell’aria di nanoparticelle inquinanti (come quelle emesse dagli inceneritori) sulla salute umana.