Archive for 29 marzo 2013

Sit-in ai cancelli contro la nuova Ca’ Vecchia

SAN MARTINO BUON ALBERGO.Ragazzi, famiglie e anziani, oltre cento persone di vari comitati anche cittadini davanti all’azienda che ha chiesto di ampliare l’impianto. La protesta durante il sopralluogo della Regione «Non vogliamo una fonderia, questa discarica andava risanata e invece chiedono deroghe»

Comitati di cittadini protestano davanti alla discarica di Ca’ Vecchia FOTOSERVIZIO DI VINCENZO AMATO

Comitati di cittadini protestano davanti alla discarica di Ca' Vecchia FOTOSERVIZIO DI VINCENZO AMATO

San Martino Buon Albergo. È durato due ore il presidio davanti ai cancelli della discarica di Ca’ Vecchia, promosso dai residenti di San Martino Buon Albergo, con la collaborazione dei comitati che per primi hanno sollevato il velo sul progetto di ampliamento del sito, concepito come nuovo impianto di stoccaggio provvisorio di rifiuti pericolosi e non pericolosi, liquidi e solidi, con forni per la fusione e il recupero di metalli, presentato dalla società Adige Ambiente a novembre. Il comitato di accoglienza dei componenti della commissione regionale di impatto ambientale (Via), in visita al sito per poter dare un parere informato sul nuovo impianto, era nato da un’idea lanciata a Case Nuove lunedì scorso, durante una serata promossa dalla minoranza consiliare, e in due giorni si è trasformato in un folto gruppo di manifestanti di tutte le età, dai bambini agli anziani, molti con cartelli, alcuni con striscioni, altri con bidoni usati a mo’ di tamburi. Almeno 120 persone. Il ritornello era lo stesso per tutti: «Acqua, terra, aria non inquinate per i nostri figli». Adige Ambiente, emanazione di Progeco, ditta proprietaria della discarica di Ca’ Vecchia, presenta l’impianto come semplice delocalizzazione di una struttura già esistente all’interno di Ca’ Vecchia, ma con la scusa di spostare un capannone, approfitta per consumare terreno agricolo, costruire un’area coperta di 19mila metri quadrati, impiantare un’attività siderurgica con la produzione giornaliera di 160 tonnellate di ghisa con recupero di ossidi metallici provenienti da 40 mila tonnellate annue di rifiuti, che verranno fusi nei due forni pirometallurgici. Ci saranno 11 linee di lavorazione e cinque camini alti una ventina di metri, da due dei quali il progetto calcola che usciranno dai 50 ai 90 mila metri cubi di emissioni ogni ora. E non sarà aria fresca. «No alla fonderia, senza se e senza ma; questo luogo non è idoneo», recitava un cartello e un altro invitava: «Difendiamo la salute dei nostri figli» e ancora: «Difendiamo la salute dai corrotti». Tra i più attivi c’erano dei sedicenni che approfittavano del primo giorno di vacanza pasquale: «Non è possibile che facciano quello che vogliono. Non possono. Il sindaco ha scritto a ogni famiglia per dire che è contrario, ma adesso ci troviamo che il progetto va avanti lo stesso», denunciava Giovanni. E Matteo: «Un politico non deve fare i suoi interessi sulla salute dei cittadini. Non vogliamo leucemie e tumori per colpa della discarica e perché altri si arricchiscano». «Serve più riciclaggio e produrre meno rifiuti, così chiudono anche queste discariche pestilenziali», ha detto convinto Davide, mentre Giuseppe, Alberto e Matteo percuotevano tamburi». «Vicino a loro genitori e nonni di Case Nuove, contrariati: «Pensiamo ai nostri nipoti. Non è giusto che poche persone decidano per il nostro futuro. Mica li abbiamo eletti noi quelli che

 

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DOMANI GIOVEDI’ 28 MARZO ALLE ORE 9 CI SARA’ UN PRESIDIO AUTORIZZATO per dimostrare la contrarietà popolare allo scempio del territorio che porterebbe il nuovo impianto siderurgico. Troviamoci in massa davanti alla discarica di Ca’ Vecchia di S.Martino Buon Albergo.

 Ca’ Vecchia, monta la rabbia e i cittadini mostrano i muscoli

SAN MARTINO BUON ALBERGO. Affollata assemblea dei residenti di Case Nuove, allarmati per le scelte della Regione
Un «comitato di accoglienza» si schiererà domani davanti alla discarica per l’arrivo della commissione che dovrà valutare l’impatto ambientale dell’impianto siderurgico

L’area agricola antistante la discarica di Ca’ Vecchia, non lontana dall’inceneritore di Ca’ del Bue

L'area agricola antistante la discarica di Ca' Vecchia, non lontana dall'inceneritore di Ca' del Bue

Sono decisi a resistere, i residenti di Case Nuove e delle località più vicine alla discarica di Ca’ Vecchia e al nuovo ventilato impianto di Adige Ambiente. La recente bocciatura del progetto in Consiglio comunale non li lascia tranquilli, perché le decisioni che contano sono ora a livello regionale e per domani l’annunciato sopralluogo dei tecnici della commissione per la valutazione di impatto ambientale (Via) sarà occasione per mostrare i muscoli. Le proposte sono uscite da un’affollata assemblea alle scuole Todaro di Case Nuove, coordinata dai consiglieri di minoranza della Lista Grandi, dove sono intervenuti in molti e non sono mancati i suggerimenti: dal più forte che vorrebbe il blocco della tangenziale, al più blando di una raccolta di firme. Sono prevalsi per il momento la costituzione di un comitato d’accoglienza ai cancelli della discarica e l’avvio di una raccolta di firme, perché, come ha protestato l’ex consigliere Giovanni Galvani, «occorre muoversi nel rispetto della legge, dire che si è contrari al nuovo impianto e alla prosecuzione infinita della vecchia discarica, senza azioni di forza che ci mettano fuori dalla legge». Già sono state informate le associazioni degli agricoltori perché se un paio che hanno venduto i terreni sono coloro che, di fatto, hanno aperto le porte, tutti gli altri, con le falde inquinate e i corsi d’acqua da cui si approvvigionano per l’irrigazione, hanno seri problemi nelle coltivazioni. Il timore emerso dagli interventi della gente è che il no al nuovo impianto di Adige Ambiente sia solo a parole e che nei fatti non abbia nessun valore: «Dobbiamo costringere i nostri amministratori sanmartinesi a stare con il fiato sul collo ai loro referenti politici provinciali e regionali perché dicano cosa vogliono». Un invito ad uscire allo scoperto che era partito anche dall’analisi degli eventi fatta in apertura dal consigliere Roberto Alloro dopo il riassunto delle tappe che hanno portato a questa situazione: «Pdl, Lega nord e Udc che sono rappresentate in Consiglio comunale dal sindaco Avesani e dagli assessori all’ecologia Gaspari e al commercio Brusco, dicano se intendono sostenere anche a livello regionale il no del Comune al nuovo impianto». Preoccupa il Piano rifiuti regionale che non prevede aperture di nuove discariche ma solo ampliamenti di quelle esistenti: «Qui abbiamo già dato con abbondanza», ha sottolineato più di un intervenuto, «ma adesso non ci sono più controlli. Si vedono camion arrivare, tanti anche con targa straniera. Che cosa portano? Chiediamo all’Arpav di intervenire e mandiamo contestualmente un esposto in Procura, perché ci dicano se quello che si doveva bonificare è stato fatto e perché non si chiuda questa discarica», è stato suggerito a gran voce. L’intervento di Daniele Grandi, capogruppo di minoranza, ha messo in evidenza come il problema non sia solo di tipo ambientale, ma anche urbanistico: «Ci sono vincoli paesaggistici a 40 metri dal sito del nuovo impianto; è un’area importante di connessione naturalistica tra la valle di Marcellise e il corso dell’Adige; è un corridoio ecologico secondario con l’asta del fiume Antanello a 100 metri e c’è un corridoio primario a 200 metri con il corso e la golena del fiume Adige; ci sono vincolo archeologico per il ritrovamento nelle vicinanze di stele funerarie protovenete e vincolo di area delle risorgive in zona limitrofa. Agire in quell’area è come muoversi in una cristalliera», ha denunciato Grandi.
Vittorio Zambaldo

IL TRIANGOLO MALEDETTO !!!

Tra S. Michele, S. Martino B.A. e S.G. Lupatoto si sta progettando una cittadella dei rifiuti: ben tre impianti con un forte impatto ambientale sorgeranno in questa zona

Gentile direttore, le ultime notizie sul tema rifiuti hanno definitivamente chiarito quello che da tempo sospettavamo, ossia creare una cittadella dei rifiuti proprio al centro tra S. Michele, S. Martino B.A. e S.G.Lupatoto. Ben tre impianti di impatto devastante sorgeranno in questa zona. 1) L’inceneritore di Verona, con una capacità di 600 tonnellate giornaliere, che brucerà chissà cosa e chissà per chi. L’illusione che in regione si fosse presa coscienza dell’assurdità di un opera del genere è svanita quasi subito, ed ha lasciato il posto alla certezza che il rinvio non è stato altro che la scaramuccia tra due diverse fazioni politiche. 2) La mega discarica di Cà Vecchia, nata con una potenzialità di 75.000 metri cubi, ed il cui scopo era quello di reperire fondi per bonificare la stessa Cà Vecchia illegalmente inquinata negli anni ottanta, ed ora autorizzata ad ospitare 1.700.000 (un milione e settecentomila) metri cubi di rifiuti speciali provenienti anche questi chissà da dove. Opera questa già in atto e visibile dalla tangenziale est. 3) Un nuovo impianto di trattamento da 900 tonnellate al giorno di rifiuti pericolosi e non, comprendente anche un impianto pirometallurgico per lo smaltimento di scarti di fonderia.

Temiamo inoltre che In questo Triangolo maledetto tutto ciò non basti ancora. Sono sempre in agguato i vecchi forni di Cà Del Bue, che se riattivati potrebbero bruciare altre 500 tonnellate al giorno di rifiuti speciali. E perché non ipotizzare a questo punto anche lo spostamento di AMIA in questa cittadella del rifiuto? E’ fin troppo semplice immaginare le conseguenze per chi abita da queste parti, l’accumulo di inquinanti darà un colpo mortale a tutte le attività della zona oltre che alla salute dei cittadini. Tutto ciò farà si che la cittadella dei rifiuti dovrà ad un certo punto essere fermata, I valori di inquinamento infatti raggiunti livelli non più giustificabili, obbligheranno le autorità a far abbandonare il sito a queste attività, allora toccherà ai cittadini pagare economicamente le bonifiche. In termini di salute avremo già cominciato a pagare molto prima. Chi si è arricchito sulla nostra pelle, al contrario non ne avrà alcun onere. Gli esempi di tutto ciò sono molti, il petrolchimico di Marghera, o quello di Ancona, e ancora Brescia con la Caffaro, Taranto con l’ILVA solo per citarne alcuni.

Ma perché tutto questo? Forse è in scadenza qualche cambiale politica? Qualche sponsorizzazione sportiva, qualche palestra o qualche compensazione può essere barattata con la nostra salute? Purtroppo non solo Verona con Cà Del Bue ha ceduto all’irrazionale, anche S. Martino B.A. sta cedendo il proprio territorio con scelte irresponsabili, Cà Vecchia e il nuovo impianto di trattamento da 900 tonnellate sono sul territorio San Martinese, e tutto questo stride con la politica ambientalista basata sulla green economy e sul rispetto ambientale di cui si è fatta vanto l’amministrazione locale. Chiediamo quindi di appoggiare tutte le iniziative che verranno poste in atto assieme alla cittadinanza di S Martino, finalizzate a spronare i politici locali, in particolare il sindaco Avesani, di cui apprezziamo e condividiamo la battaglia per un’alternativa all’inceneritore, ma non possiamo che invitarlo ad opporsi con tutti i suoi mezzi a questo scempio. Ricordiamoci che sarà la Regione che autorizzerà l’impianto, ma se comuni e abitanti saranno fortemente contrari , la Regione si adeguerà, altrimenti…….

Nicoletta Chierego, Paolo Portelli
Salute Verona