Archive for Davide Salute Verona

Sit-in ai cancelli contro la nuova Ca’ Vecchia

SAN MARTINO BUON ALBERGO.Ragazzi, famiglie e anziani, oltre cento persone di vari comitati anche cittadini davanti all’azienda che ha chiesto di ampliare l’impianto. La protesta durante il sopralluogo della Regione «Non vogliamo una fonderia, questa discarica andava risanata e invece chiedono deroghe»

Comitati di cittadini protestano davanti alla discarica di Ca’ Vecchia FOTOSERVIZIO DI VINCENZO AMATO

Comitati di cittadini protestano davanti alla discarica di Ca' Vecchia FOTOSERVIZIO DI VINCENZO AMATO

San Martino Buon Albergo. È durato due ore il presidio davanti ai cancelli della discarica di Ca’ Vecchia, promosso dai residenti di San Martino Buon Albergo, con la collaborazione dei comitati che per primi hanno sollevato il velo sul progetto di ampliamento del sito, concepito come nuovo impianto di stoccaggio provvisorio di rifiuti pericolosi e non pericolosi, liquidi e solidi, con forni per la fusione e il recupero di metalli, presentato dalla società Adige Ambiente a novembre. Il comitato di accoglienza dei componenti della commissione regionale di impatto ambientale (Via), in visita al sito per poter dare un parere informato sul nuovo impianto, era nato da un’idea lanciata a Case Nuove lunedì scorso, durante una serata promossa dalla minoranza consiliare, e in due giorni si è trasformato in un folto gruppo di manifestanti di tutte le età, dai bambini agli anziani, molti con cartelli, alcuni con striscioni, altri con bidoni usati a mo’ di tamburi. Almeno 120 persone. Il ritornello era lo stesso per tutti: «Acqua, terra, aria non inquinate per i nostri figli». Adige Ambiente, emanazione di Progeco, ditta proprietaria della discarica di Ca’ Vecchia, presenta l’impianto come semplice delocalizzazione di una struttura già esistente all’interno di Ca’ Vecchia, ma con la scusa di spostare un capannone, approfitta per consumare terreno agricolo, costruire un’area coperta di 19mila metri quadrati, impiantare un’attività siderurgica con la produzione giornaliera di 160 tonnellate di ghisa con recupero di ossidi metallici provenienti da 40 mila tonnellate annue di rifiuti, che verranno fusi nei due forni pirometallurgici. Ci saranno 11 linee di lavorazione e cinque camini alti una ventina di metri, da due dei quali il progetto calcola che usciranno dai 50 ai 90 mila metri cubi di emissioni ogni ora. E non sarà aria fresca. «No alla fonderia, senza se e senza ma; questo luogo non è idoneo», recitava un cartello e un altro invitava: «Difendiamo la salute dei nostri figli» e ancora: «Difendiamo la salute dai corrotti». Tra i più attivi c’erano dei sedicenni che approfittavano del primo giorno di vacanza pasquale: «Non è possibile che facciano quello che vogliono. Non possono. Il sindaco ha scritto a ogni famiglia per dire che è contrario, ma adesso ci troviamo che il progetto va avanti lo stesso», denunciava Giovanni. E Matteo: «Un politico non deve fare i suoi interessi sulla salute dei cittadini. Non vogliamo leucemie e tumori per colpa della discarica e perché altri si arricchiscano». «Serve più riciclaggio e produrre meno rifiuti, così chiudono anche queste discariche pestilenziali», ha detto convinto Davide, mentre Giuseppe, Alberto e Matteo percuotevano tamburi». «Vicino a loro genitori e nonni di Case Nuove, contrariati: «Pensiamo ai nostri nipoti. Non è giusto che poche persone decidano per il nostro futuro. Mica li abbiamo eletti noi quelli che

 

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IL TRIANGOLO MALEDETTO !!!

Tra S. Michele, S. Martino B.A. e S.G. Lupatoto si sta progettando una cittadella dei rifiuti: ben tre impianti con un forte impatto ambientale sorgeranno in questa zona

Gentile direttore, le ultime notizie sul tema rifiuti hanno definitivamente chiarito quello che da tempo sospettavamo, ossia creare una cittadella dei rifiuti proprio al centro tra S. Michele, S. Martino B.A. e S.G.Lupatoto. Ben tre impianti di impatto devastante sorgeranno in questa zona. 1) L’inceneritore di Verona, con una capacità di 600 tonnellate giornaliere, che brucerà chissà cosa e chissà per chi. L’illusione che in regione si fosse presa coscienza dell’assurdità di un opera del genere è svanita quasi subito, ed ha lasciato il posto alla certezza che il rinvio non è stato altro che la scaramuccia tra due diverse fazioni politiche. 2) La mega discarica di Cà Vecchia, nata con una potenzialità di 75.000 metri cubi, ed il cui scopo era quello di reperire fondi per bonificare la stessa Cà Vecchia illegalmente inquinata negli anni ottanta, ed ora autorizzata ad ospitare 1.700.000 (un milione e settecentomila) metri cubi di rifiuti speciali provenienti anche questi chissà da dove. Opera questa già in atto e visibile dalla tangenziale est. 3) Un nuovo impianto di trattamento da 900 tonnellate al giorno di rifiuti pericolosi e non, comprendente anche un impianto pirometallurgico per lo smaltimento di scarti di fonderia.

Temiamo inoltre che In questo Triangolo maledetto tutto ciò non basti ancora. Sono sempre in agguato i vecchi forni di Cà Del Bue, che se riattivati potrebbero bruciare altre 500 tonnellate al giorno di rifiuti speciali. E perché non ipotizzare a questo punto anche lo spostamento di AMIA in questa cittadella del rifiuto? E’ fin troppo semplice immaginare le conseguenze per chi abita da queste parti, l’accumulo di inquinanti darà un colpo mortale a tutte le attività della zona oltre che alla salute dei cittadini. Tutto ciò farà si che la cittadella dei rifiuti dovrà ad un certo punto essere fermata, I valori di inquinamento infatti raggiunti livelli non più giustificabili, obbligheranno le autorità a far abbandonare il sito a queste attività, allora toccherà ai cittadini pagare economicamente le bonifiche. In termini di salute avremo già cominciato a pagare molto prima. Chi si è arricchito sulla nostra pelle, al contrario non ne avrà alcun onere. Gli esempi di tutto ciò sono molti, il petrolchimico di Marghera, o quello di Ancona, e ancora Brescia con la Caffaro, Taranto con l’ILVA solo per citarne alcuni.

Ma perché tutto questo? Forse è in scadenza qualche cambiale politica? Qualche sponsorizzazione sportiva, qualche palestra o qualche compensazione può essere barattata con la nostra salute? Purtroppo non solo Verona con Cà Del Bue ha ceduto all’irrazionale, anche S. Martino B.A. sta cedendo il proprio territorio con scelte irresponsabili, Cà Vecchia e il nuovo impianto di trattamento da 900 tonnellate sono sul territorio San Martinese, e tutto questo stride con la politica ambientalista basata sulla green economy e sul rispetto ambientale di cui si è fatta vanto l’amministrazione locale. Chiediamo quindi di appoggiare tutte le iniziative che verranno poste in atto assieme alla cittadinanza di S Martino, finalizzate a spronare i politici locali, in particolare il sindaco Avesani, di cui apprezziamo e condividiamo la battaglia per un’alternativa all’inceneritore, ma non possiamo che invitarlo ad opporsi con tutti i suoi mezzi a questo scempio. Ricordiamoci che sarà la Regione che autorizzerà l’impianto, ma se comuni e abitanti saranno fortemente contrari , la Regione si adeguerà, altrimenti…….

Nicoletta Chierego, Paolo Portelli
Salute Verona

Diretta Verona – RIFIUTI E INCENERITORI

Ca’ del Bue non deve ripartire. Tornano in campo gli avvocati

IL CASO INCENERITORE. San Giovanni Lupatoto schiera i legali, paventato anche il rischio per la tutela del paesaggio

Contestata la gestione stessa della conferenza dei servizi: «Ci è stato impedito di esprimere un parere informato sul progetto»

Zoom Foto

Una delle tante manifestazioni di protesta contro Ca’ del Bue

Prende una netta piega di controversia legale la battaglia del Comune di San Giovanni Lupatoto contro Ca’ del Bue, dopo che giovedì nella sede dell’Agsm si è chiusa la fase preliminare della conferenza dei servizi. L’amministrazione comunale lupatotina rappresentata dal sindaco Federico Vantini ha espresso in quella sede, oltre che la sua contrarietà, anche le perplessità per le procedure seguite. «Non abbiamo potuto esprimere la nostra valutazione negativa in quanto non avevamo diritto di voto», riferisce vantini, «restano comunque le nostre enormi perplessità sia per le modalità di svolgimento delle conferenza sia per l’accesso, negatoci, ai dati, nonché per l’assenza della Regione e il mancato pronunciamento dell’Arpav». Aggiunge Vantini: «Il nostro legale, l’avvocato Matteo Ceruti, ha depositato una memoria nella quale si ribadisce il nostro parere contrario al nuovo inceneritore, parere motivato dalla carenza di elaborati del progetto, che ci ha impedito una valutazione corretta, e dalla sussistenza di profili di ordine ambientale, paesaggistico, igienico-sanitario, tecnico, economico, normativo e pianificatorio, radicalmente preclusivi alla realizzazione del progetto». Tra i motivi evidenziati nella memoria c’è il divieto di insediamento di impianti di gestione dei rifiuti prescritto dal Piano d’Area Quadrante Europa in ambiti di interesse paesistico ambientale, tra i quali ricade Ca’ del Bue. L’avvocato del comune sostiene che il Piano d’Area ha valenza paesistica e che ciò avrebbe dovuto indurre le istituzioni partecipanti alla conferenza, tra cui la Soprintendenza, ad esprimere parere negativo sul progetto «evidenziando tale aspetto di incompatibilità dell’intervento con la vigente pianificazione paesaggistica». Secondo il legale il mancato tempestivo rilievo, già in sede di conferenza di servizi preliminare, della sussistenza di ragioni preclusive alla realizzazione del progetto, rischia di cagionare un inutile esborso di danaro, anche pubblico, per il prosieguo della progettazione e delle procedure amministrative di valutazione ambientale e di approvazione del progetto definitivo. I rilievi legali si estendono anche al piano procedurale. Al Comune, che pure ne ha fatto ripetuta istanza, non è stato consentito l’accesso alle integrazioni progettuali presentate da Urbaser. Inoltre a San Giovanni Lupatoto è stato «precluso l’accesso ai verbali della conferenza di servizi e il rilascio di copia dei pareri espressi da altri enti». Dice l’avvocato: «In tal modo si è impedito al Comune di esprimere un parere informato sul progetto». Non è tutto. Nella memoria si pone in evidenza che Agsm «è proponente il progetto» e può solo essere «convocato» in conferenza di servizi, «senza diritto di voto»; per cui, conclude l’avvocato, alla stessa Agsm «è preclusa la potestà di indire la conferenza e di concluderla, come invece è avvenuto». Insomma l’Agsm non avrebbe avuto titolo per organizzare il tutto. Conclude il sindaco Vantini: “Il colmo è stato che la conferenza dei servizi si è chiusa senza un voto dei presenti. Quando ho chiesto ragione della mancata votazione mi è stato detto che nelle conferenze dei servizi si fa così. Tutto ciò ha fatto trasparire che non interessava a nessuno valutare ipotesi diverse di smaltimento dei rifiuti ma che l’obiettivo è soltanto il business».

Renzo Gastaldo

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Fonte

 

FonteWikipedia: Fonte is a comune (municipality) in the Province of Treviso in the Italian region Veneto, located about northwest of Venice and about northwest of Treviso.

Inceneritore, pubblicato il Piano Economico. Folli: “Costi altissimi per i cittadini”

L’assessore all’ambiente del Comune di Parma, Gabrile Folli, prende posizione circa il Pef – Piano economico finanziaro dell’Inceneritore di Ugozzolo. “La notizia della pubblicazione del piano economico finanziario dell’inceneritore di Ugozzolo – dice Folli – ha destato molto interesse in città, e ha messo a nudo quella che è stata da sempre considerata una necessità da parte dei sostenitori del forno: costruire l’impianto per far fronte ai costi, effettivamente alti, che attualmente interessano i cittadini per destinare i rifiuti fuori provincia.

SAVANI (5STELLE): IREN SMENTISCA O CONFERMI I DATI

I costi per lo smaltimento dei rifiuti differenziati, lo ricordiamo, sono di 168 Euro a tonnellata, sproporzionati rispetto ad altre realtà in Italia e all’estero. Un esempio su tutti è l’inceneritore di Torino, in procinto di essere dato in gestione ad Iren, che dichiara sul proprio sito un costo di conferimento di 97,5 Euro a tonnellata…

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