Archive for Giancarla Salute Verona

CA’ DEL BUE E IL NUOVO PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI: IL SILENZIO DEL COMUNE DI VERONA

COMUNICATO STAMPA  di mercoledi 24 aprile 2013

condiviso tra PD M5S SEL Ass. Salute Verona Comitato CTT e Daniele Nottegar

Siamo qui per denunciare il rifiuto dell’amministrazione comunale di discutere la posizione che intende prendere sul nuovo Piano regionale dei rifiuti, recentemente adottato dalla giunta regionale e pubblicato sul bollettino ufficialedella Regione lo scorso 15 marzo.

A meno di 3 settimane dalla scadenza del termine per la presentazione delle osservazioni (fissato per il 15 maggio) non è dato sapere se il Comune di Verona stia preparando le proprie osservazioni al Piano e quale orientamento voglia prendere in merito ai tanti e delicatissimi aspetti toccati, quali: il riproposto inceneritore di Cà del Bue; il futuro della raccolta differenziata; la politica di gestione dei rifiuti nei prossimi 10 anni.

Contravvenendo al regolamento del Consiglio comunale, l’amministrazione ha inoltre lasciato scadere (da ormai 20 giorni) i termini per la convocazione della commissione consiliare competente richiesta da tutti i consiglieri che hanno anche avanzato la richiesta che ad illustrare il Piano in commissione venga lo stesso assessore regionale Maurizio Conte, o un suo rappresentante. Verona conta tanto poco in Veneto da non riuscire a portare in città un rappresentante della Regione?

Questo comportamento lascia presagire che il Comune di Verona intenda far passare in sordina il decorrere dei termini per la presentazione delle osservazioni evitando il confronto pubblico su temi di primaria rilevanza per la vita dei cittadini, ma imbarazzanti anzi impresentabili per gli attuali amministratori:

– il riproposto inceneritore di Cà del Bue la cui potenzialità di 150 mila tonnellate annue è prevista costante indipendentemente dallo scenario considerato e qualsiasi sia livello di raccolta differenziata raggiunta.
– le modalità indicate dalla Regione per il raggiungimento dell’obbiettivo del 70% di differenziata entro il 2020, a fronte del fatto che nel Comune di Verona la differenziata anziché aumentare è clamorosamente scesa al di sotto della soglia del 50% malgrado il Consiglio comunale avesse votato all’unanimità l’impegno di raggiungere il 65% entro il 2013.
– il futuro delle discariche che, a differenza di quanto vanno affermando sedicenti “tecnici” di Agsm, non sono affatto destinate a scomparire.

Il presidente del Consiglio comunale abbia uno scatto d’orgoglio, convochi la commissione e trovi il modo per fare partecipare il rappresentante della Regione.

La Provincia dice sì alla mozione di Sel contro Ca´ Vecchia

SAN MARTINO BUON ALBERGO

La Provincia dice sì alla mozione di Sel contro Ca´ Vecchia

Il consigliere Campagnari: «Stop in nome della salute dei cittadini»

mercoledì 17 aprile 2013 PROVINCIA, pagina 24

È passata quasi all´unanimità, con 23 voti favorevoli e un astenuto, la mozione presentata in Consiglio provinciale da Giuseppe Campagnari, di Sinistra ecologia e libertà – Federazione della sinistra, nella quale «il Consiglio provinciale, preso atto che già la Commissione Via provinciale si è espressa negativamente sulla nuova attività siderurgica della società Adige Ambiente in località Ca´ Vecchia, esprime parere negativo sul nuovo impianto, per tutelare la salute dei cittadini veronesi e per rispettare concretamente le direttive del Piano per la qualità dell´aria approvato dal Consiglio».
Presentando la mozione Campagnari ha sottolineato l´ottimo lavoro svolto dal Comune di San Giovanni Lupatoto attraverso la società Terra di Treviso, che ha fornito osservazioni stese in modo preciso e puntuale, secondo le direttive dell´Unione Europea, per rilevare i punti negativi del progetto, «tant´è che mi chiedo come un´azienda possa spendere così tanti soldi per far redigere un progetto che crolla di fronte a un primo esame di osservazioni. Si parla di delocalizzazione di impianto esistente quando in realtà è un nuovo impianto che contrasta con il Piano d´area del Quadrante Europa e i Piani di assetto del territorio sia di Verona sia di San Martino Buon Albergo».
Luciano Sterzi ha invitato anche a una valutazione politica del progetto: «Ci fanno diventare il ricettacolo degli scarti di produzioni industriali realizzate altrove». Giuseppe Stoppato (Lega nord) già vicesindaco di San Giovanni Lupatoto ha ringraziato per la presentazione della mozione e ha definito il progetto «una presa in giro, perché non c´è nessuna delocalizzazione di impianto esistente, ma… un nuovo impianto».
Simone Falco, a nome dell´assessore Fabio Venturi che si è dovuto assentare, ha confermato la volontà della Giunta e dell´assessore in particolare, di accogliere in pieno questa mozione.V.Z.

INCENERIMENTO: INQUINAMENTO O OPPORTUNITA’?

colognola

COMUNICATO STAMPA – presentato in sala stampa del Comune di Verona oggi martedì 15 gennaio 2013

                                                

       Oltre… Ca’ del Bue

Oltre Ca’ del Bue, in direzione est, coperto a livello di esposizione mediatica dalle polveri e dai fumi dell’inceneritore, sta per concretizzarsi il progetto di un impianto ancora più pesante di quello contro cui da anni si stanno battendo comitati e popolazione.

Nel silenzio generale in località Ca’ Vecchia, che amministrativamente rientra sotto la giurisdizione del comune di san Martino Buon Albergo, ma di fatto sorge all’ombra dei camini di Ca’ del Bue (comune di Verona), sta per prendere il via quello che la ditta Adige Ambiente s.r.l. nell’istanza di compatibilità ambientale inoltrata alla Regione definisce come “delocalizzazione dell’esistente impianto di stoccaggio di rifiuti pericolosi e non, solidi e liquidi, con contestuale introduzione di varianti sostanziali”.

“Oltre” alla cosiddetta “delocalizzazione” dell’impianto esistente e l’ampliamento dello stesso con la costruzione di un’area coperta di circa 19.000 mq, già di per sé preoccupante,  si prevede l’introduzione di una “variante sostanziale” identificata come l’avvio di una nuova attività siderurgica con la produzione giornaliera di 160 tonnellate di ghisa con “recupero di ossidi metallici” provenienti da 40 mila tonnellate annue di rifiuti che verranno fusi nei due forni pirometallurgici.

Nella linea produttiva dedicata a questo, denominata “M8”, si prevede, inoltre, la costruzione di ben cinque camini, alti una ventina di metri, da due dei quali il progetto calcola che usciranno dai 50 ai 90 mila metri cubi di emissioni ogni ora.  Gli elaborati  indicano che le fonti emissive inquinanti  saranno costituite da  PTS (polveri totali sospese), NOx (ossidi di azoto), SOx  (solfati di azoto), PCDD (diossine) e PCDF (furani).

Anche senza tener conto delle, speriamo improbabili, emissioni dall’attiguo  inceneritore di Ca’ del Bue (circa 300 metri di distanza) che si andrebbero a sommare rimane solo da immaginare quale sarà  l’impatto non solo sugli allevamenti di bestiame da carne e da latte e per le colture agricole anche di  pregio (asparagi, mele) della zona,  ma anche e soprattutto sulla popolazione dei comuni limitrofi tra cui Verona, San Martino B.A., San Giovanni Lupatoto e Zevio. Quanto alla caratterizzazione delle immissioni non è possibile avere dati certi visto che nel progetto non vengono dichiarati i materiali che si andranno a smaltire nei forni che avranno in dotazione dei sistemi di filtraggio ridotti al minimo.

E’ davvero scoraggiante la scarsità delle informazioni date a riguardo ai cittadini, sia alla popolazione residente nel comune su cui insiste l’impianto che  a quella dei  comuni limitrofi.

Fino ad oggi, per quanto ci è dato sapere,  solamente il Comune di San Giovanni Lupatoto ha espresso serie critiche nei confronti del nuovo impianto, inviando delle circostanziate osservazioni al progetto presentato in regione dalla ditta proponente Adige Ambiente s.r.l. nei tempi previsti dalla legge (60 giorni dalla pubblicazione del progetto su l‘Arena del 12 novembre 2012).

 

Quanto al comune e alla provincia di Verona auspichiamo comunque che ci sia una contrarietà a questo progetto, nella speranza che finalmente, oltre che trovare soluzioni alternative all’incenerimento e alla discarica  attese da 10 anni, si sviluppi un senso di rispetto per il proprio territorio e per la salute dei cittadini.

Verona, 15 gennaio 2013

per Associazione Salute Verona   Marco Ciogli

per Associazione Aria Pulita Zevio           Stefano Fittà

per Associazione CTT                                Gianni Giuliari

Qualità dell’aria, Italia in attesa di giudizio della Corte di Giustizia Ue

  • Comunicato del 09 Ottobre 2012

Ad agosto Andrea Zanoni (IdV) ha fornito all’Ue dati aggiornati sul gravissimo sforamento dei limiti sugli inquinanti nell’aria in numerose città italiane. Si attende la sentenza della Corte Ue per violazione della Direttiva 2008/50/CE. Zanoni: “Ogni giorno respiriamo veleno. L’Ue faccia pagare i responsabili”

 
“La Commissione è a conoscenza dei problemi di inquinamento dell’aria in Italia”. Così il Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik risponde all’interrogazione di Andrea Zanoni, eurodeputato IdV, sul continuo superamento dei limiti di legge degli inquinanti dell’aria in numerose città italiane. “Ho voluto fornire alla Commissione dati più recenti sull’annosa situazione dell’aria che 60 milioni di italiani respirano tutti i giorni”. La Commissione ricorda che è pendente in Corte di Giustizia europea la causa C-68/11 nei confronti dell’Italia proprio per l’inquinamento dell’aria.

 
“I dati raccolti dal Codacons con la campagna di adesione all’azione collettiva “Italia Sotto Smog”- ha spiegato Zanoni ai servizi Ue ad agosto – dimostrano che nel 2010 ben 45 città italiane hanno superato i 35 giorni di sforamento consentito, alcune addirittura sono arrivate a superare i 100 sforamenti annui. Nel 2011, la situazione è peggiorata: nel dossier “Mal’aria di città 2012” Legambiente ha evidenziato che i capoluoghi di provincia fuorilegge sono stati ben 55 sugli 82 monitorati. Le città, inoltre, che hanno registrato più di 100 sformanti sono salite a tredici e in Veneto sei capoluoghi di provincia su sette non rispettano i limiti imposti”.

 
Sempre nel 2011 nella Pianura Padana, in città come Milano, Brescia, Verona, Padova Treviso e Ferrara, l’inquinamento è stato così consistente da produrre in gennaio il fenomeno della “neve chimica”, una pioggia di ghiaccio causata dalla condensazione del vapore acqueo sul particolato presente nell’aria.

 
“Mi auguro che i dati relativi al 2012, che testimoniano la terribile escalation degli inquinanti nell’aria nelle città italiane, vengano debitamente presi in considerazione da parte della Commissione europea e che si prendano tutte le misure indispensabili a obbligare l’Italia a rispettare i limiti di inquinamento previsti dalla Direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria”.

 
Andrea Zanoni sta organizzando la proiezione a Treviso del film-documentario “Sporchi da morire” che tratta l’effetto dell’emissione nell’aria di nanoparticelle inquinanti (come quelle emesse dagli inceneritori) sulla salute umana.