Ca’ del Bue, è pronto il fronte dei sindaci

SAN MARTINO BUON ALBERGO. Avesani ha rinsaldato il legame anche con i nuovi amministratori di San Giovanni Lupatoto e Zevio e con i sette Comuni che dicono «no». Sull’esempio di Capannori riciclaggio spinto e compost. E poi delibere condivise per rivedere il piano regionale rifiuti.

San Martino Buon Albergo. Valerio Avesani, primo cittadino di San Martino Buon Albergo, unico dei tre sindaci (con San Giovanni Lupatoto e Zevio) che avevano avviato la lotta all’inceneritore di Ca’ del Bue ad essere rimasto alla guida del proprio Comune, ha deciso di riprendere le redini della battaglia convocando i colleghi sindaci dei paesi vicini e che avevano sottoscritto l’impegno a impedire l’avvio dell’inceneritore. Così si sono trovati la settimana scorsa, in previsione della convocazione della conferenza di servizi preliminare che si sarebbe dovuta svolgere venerdì ma che è slittata a data da destinarsi per il rinvio chiesto dalla Soprintendenza ai beni ambientali. «Ma è stata l’occasione per fare il punto della situazione, incontrare i nuovi sindaci di San Giovanni Lupatoto e Zevio e radunare i colleghi di Bovolone, Buttapietra, Caldiero, Castel d’Azzano, Erbè, Lavagno e Vigasio, sollecitando quanti non l’avessero ancora fatto a portare il prima possibile all’approvazione del Consiglio comunale la delibera per la revisione del Piano regionale per la gestione dei rifiuti solidi urbani, da presentare al Consiglio regionale. Abbiamo discusso le modalità per riprendere il coordinamento sulle azioni più efficaci da intraprendere per contrastare il cammino della pratica inceneritore», riassume d’un fiato Avesani. Dalla riunione dei sindaci è emersa anche la volontà di adoperarsi per uno sforzo in più nelle iniziative mirate alla riduzione dei rifiuti. «Punteremo concretamente sul compostaggio domestico, cercando di ridurre al minimo la raccolta porta a porta della frazione umida, dando alle famiglie la possibilità di attrezzarsi con un composter che utilizzi il rifiuto domestico per ricavarne compost destinato all’orto, al giardino o anche ai vasi del balcone». «La direzione che intendiamo prendere», sottolinea Avesani, «è proprio opposta a quella perseguita da Agsm per la raccolta indifferenziata da destinare all’inceneritore. Contiamo di ridurre ancora di più la percentuale da destinare in discarica e se San Martino Buon Albergo è al secondo posto della lista dei Comuni più virtuosi in materia di separazione e riciclo dei rifiuti, mi auguro che da questa breccia ci seguano molti altri». L’impegno di Avesani, che ha seguito con attenzione l’esperienza del Comune di Capannori (Lucca), presentata dall’assessore Alessio Ciacci lo scorso maggio in un incontro a Illasi organizzato dal Gruppo di consumo critico della Val d’Illasi, è di portare i colleghi sindaci a visitare una di queste realtà che hanno aperto strade importanti in Italia nell’ambito della separazione dei rifiuti e del riciclaggio. Intanto non si ferma il procedimento avviato da Agsm per arrivare all’accensione dell’inceneritore. Sono in corso le conferenze di servizi per il progetto preliminare della nuova sezione di incenerimento (combustione a griglia) e per ricevere gli eventuali pareri. È solo un progetto preliminare sugli aspetti tecnici, che non approfondisce le questioni ambientali. Queste saranno invece oggetto di uno studio di impatto ambientale da inoltrare alla Regione per la Via (Valutazione di impatto ambientale), fase che si avvierà probabilmente a novembre e che potrebbe durare da sei mesi a un anno. Alla Via seguirà la redazione del progetto esecutivo, che terrà conto delle eventuali modifiche o prescrizioni imposte. Attualmente la procedura è nella fase di raccolta dei dati per lo Studio di impatto ambientale, per il quale Agsm ha incaricato la ditta marchigiana Lamir srl di Mondavio, che ha scritto ai Comuni confinanti con l’impianto di Ca’ del Bue perché indichino l’ubicazione di edifici scolastici, ospedali, case di cura o di riposo, zone ricreative, sorgenti e pozzi idropotabili e la distribuzione territoriale della popolazione residente.
Vittorio Zambaldo

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