Ca’ del Bue non deve ripartire. Tornano in campo gli avvocati

IL CASO INCENERITORE. San Giovanni Lupatoto schiera i legali, paventato anche il rischio per la tutela del paesaggio

Contestata la gestione stessa della conferenza dei servizi: «Ci è stato impedito di esprimere un parere informato sul progetto»

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Una delle tante manifestazioni di protesta contro Ca’ del Bue

Prende una netta piega di controversia legale la battaglia del Comune di San Giovanni Lupatoto contro Ca’ del Bue, dopo che giovedì nella sede dell’Agsm si è chiusa la fase preliminare della conferenza dei servizi. L’amministrazione comunale lupatotina rappresentata dal sindaco Federico Vantini ha espresso in quella sede, oltre che la sua contrarietà, anche le perplessità per le procedure seguite. «Non abbiamo potuto esprimere la nostra valutazione negativa in quanto non avevamo diritto di voto», riferisce vantini, «restano comunque le nostre enormi perplessità sia per le modalità di svolgimento delle conferenza sia per l’accesso, negatoci, ai dati, nonché per l’assenza della Regione e il mancato pronunciamento dell’Arpav». Aggiunge Vantini: «Il nostro legale, l’avvocato Matteo Ceruti, ha depositato una memoria nella quale si ribadisce il nostro parere contrario al nuovo inceneritore, parere motivato dalla carenza di elaborati del progetto, che ci ha impedito una valutazione corretta, e dalla sussistenza di profili di ordine ambientale, paesaggistico, igienico-sanitario, tecnico, economico, normativo e pianificatorio, radicalmente preclusivi alla realizzazione del progetto». Tra i motivi evidenziati nella memoria c’è il divieto di insediamento di impianti di gestione dei rifiuti prescritto dal Piano d’Area Quadrante Europa in ambiti di interesse paesistico ambientale, tra i quali ricade Ca’ del Bue. L’avvocato del comune sostiene che il Piano d’Area ha valenza paesistica e che ciò avrebbe dovuto indurre le istituzioni partecipanti alla conferenza, tra cui la Soprintendenza, ad esprimere parere negativo sul progetto «evidenziando tale aspetto di incompatibilità dell’intervento con la vigente pianificazione paesaggistica». Secondo il legale il mancato tempestivo rilievo, già in sede di conferenza di servizi preliminare, della sussistenza di ragioni preclusive alla realizzazione del progetto, rischia di cagionare un inutile esborso di danaro, anche pubblico, per il prosieguo della progettazione e delle procedure amministrative di valutazione ambientale e di approvazione del progetto definitivo. I rilievi legali si estendono anche al piano procedurale. Al Comune, che pure ne ha fatto ripetuta istanza, non è stato consentito l’accesso alle integrazioni progettuali presentate da Urbaser. Inoltre a San Giovanni Lupatoto è stato «precluso l’accesso ai verbali della conferenza di servizi e il rilascio di copia dei pareri espressi da altri enti». Dice l’avvocato: «In tal modo si è impedito al Comune di esprimere un parere informato sul progetto». Non è tutto. Nella memoria si pone in evidenza che Agsm «è proponente il progetto» e può solo essere «convocato» in conferenza di servizi, «senza diritto di voto»; per cui, conclude l’avvocato, alla stessa Agsm «è preclusa la potestà di indire la conferenza e di concluderla, come invece è avvenuto». Insomma l’Agsm non avrebbe avuto titolo per organizzare il tutto. Conclude il sindaco Vantini: “Il colmo è stato che la conferenza dei servizi si è chiusa senza un voto dei presenti. Quando ho chiesto ragione della mancata votazione mi è stato detto che nelle conferenze dei servizi si fa così. Tutto ciò ha fatto trasparire che non interessava a nessuno valutare ipotesi diverse di smaltimento dei rifiuti ma che l’obiettivo è soltanto il business».

Renzo Gastaldo

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Fonte

 

FonteWikipedia: Fonte is a comune (municipality) in the Province of Treviso in the Italian region Veneto, located about northwest of Venice and about northwest of Treviso.

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