Ca’ del Bue, nuovo rilancio sul referendum

AMBIENTE. Comitati e Pd replicano a Venturi e Toffali. E propongono una diversa strategia per gestire lo smaltimento dei rifiuti. E parte una raccolta di firme per estendere la raccolta porta a porta a tutta la città
11/08/2012

Verona. Avanti con il referendum sul termovalorizzatore di rifiuti di Ca’ del Bue e via a una raccolta di firme per estendere in tutta la città la raccolta differenziata porta a porta. Sono le proposte delle associazioni Salute Verona e Cittadini Tutela Territorio Verona est che, insieme al capogruppo del Pd in Consiglio comunale Michele Bertucco e al consigliere Elisa La Paglia, ribattono al vicepresidente e assessore all’ambiente della Provincia Fabio Venturi (Lega) e a quello comunale di Verona all’ambiente, Enrico Toffali, che hanno contestato l’utilità del referendum. «Venturi afferma che il referendum sarebbe superfluo dato che i veronesi l’hanno implicitamente già votato confermando Tosi come sindaco della città», fanno notare Nicoletta Chierego di Salute Verona e Gianni Giuliari di Tutela Territorio. «Però gli abitanti di Verona sono 264mila, ma solo 77mila hanno scelto Tosi. Ben venga, quindi, l’ipotesi di indire un referendum in tutti i Comuni interessati dall’inceneritore, anche se siamo consapevoli dei vuoi regolamentari che esistono negli statuti dei vari Comuni per quanto riguarda una consultazione del genere». Comiitati e Pd ricordano inoltre a tutti i sindaci dei Comuni della provincia di Verona che «per garantire le 572 tonnellate al giorno previste dal bando ciascun Comune sarà obbligato a sottoscrivere con Urbaser, l’impresa spagnola vincitrice del bando, una convenzione “capestro” che lo impegnerà per 25 anni a conferire all’inceneritore la quota parte di rifiuto solido urbano stabilita all’atto della firma. Quindi», aggiungono, «se dopo la firma della convenzione in un Comune firmatario si dovesse aumentare la percentuale di raccolta differenziata, quel Comune sarà comunque obbligato a garantire comunque la quantità prevista dalla convenzione con Urbaser». Gli esponenti dei comitati e del Pd lanciano inoltre una raccolta di firme per estendere a tutta la città la raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti. «Gli obblighi di legge prescrivono di raggiungere la percentuale del 65% di differenziata entro fine 2012 e in una quarantina di Comuni veronesi si è già oltre il 70. A Verona siamo al 53».E.G.

 

QR Code - Take this post Mobile!

Use this unique QR (Quick Response) code with your smart device. The code will save the url of this webpage to the device for mobile sharing and storage.

Comments are closed.