Ca’ del Bue, via ai monitoraggi Ma continuano le polemiche

«Definire inquietante quanto contenuto nella relazione dell’Istituto superiore della sanità è un eufemismo», affermano i consiglieri Gianni Benciolini, Luca Mantovani e Denis Zenti e i membri del comitato Gianni Giuliari e Silvano Massaro. «Basta leggere a pagina 5 del documento dove si scrive che “la combustione di un chilogrammo di rifiuto in un siffatto impianto produrrà un grammo di elementi inquinanti di interesse igienico sanitario, tra i quali ossidi di azoto, ammoniaca, diossine, arsenico, mercurio, cadmio…”. Dal momento che  i due forni bruceranno 572 tonnellate di rifiuti al giorno, significa che ogni giorno per 25 anni   usciranno dall’impianto ben 572 chili di queste sostanze».  E citando un altro passaggio della relazione introduttiva evidenziano che  «le emissioni potrebbero coinvolgere aree collocate ad oltre 10 chilometri dall’impianto e che entro i 5 chilometri “ci sono insediamenti urbani con densità abitativa che li rende sensibili ai contaminanti”. Che tradotto», affermano, «vorrebbe dire che ci sono uomini donne e bambini che saranno contaminati dalle emissioni. Tranquillizzante, vero?».
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