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“Per Iren è l’inizio del Calvario”

21/07/2012
h.12.50

Nella tirata partita fatale che dal 2008 vede Parma al centro della querelle inceneritore, oggi annotiamo un passo importante e forse decisivo per giungere in breve tempo alla chiarezza fin qui mancata sul progetto.
L’ingegner Paolo Rabitti, consulente di tante procure italiane nei casi più scottanti dell’ambiente malato della penisola, si è messo a disposizione per spulciare le carte di Ugozzolo.
Si è messo a disposizione di Parma un tecnico di eccellenza, di indubbie capacità investigative e di analisi, di specchiata trasparenza e indipendenza di pensiero.
Sarà lui ora a prendere in mano le carte stropicciate del Paip di Parma, dal 2008 l’incubo per tutti gli amministratori locali che di volta in volta passano al tritacarne dell’opinione pubblica e spesso ci lasciano pure le poltrone (vedi il Bernazzoli Story).
Sarà una bella sfida, che porta già una data di conclusione, fissata al 31 dicembre.
Entro l’anno quindi Rabitti dovrà rendicontare all’amministrazione, e ai cittadini di Parma, su tutti gli aspetti tecnici e autorizzativi che riguardano il cantiere di Iren, sempre in fermente ansia di concludere il prima possibile i lavori, prima che qualcuno po qualcosa ponga uno stop sciagurato per la azioni della multiutility già oggi in grave difficoltà debitoria.
Con questa mossa l’assessore Gabriele Folli delinea e conferma le intenzioni dell’amministrazione di Federico Pizzarotti di condurre una battaglia di verità e di trasparenza sul cantiere dell’inceneritore, confermando l’indicazione di invertire la rotta per quanto riguarda la modalità di gestione dei rifiuti a Parma.
E’ una rivoluzione che porterà Parma ad essere un polo di eccellenza nell’approccio ai materiali post utilizzo, una rivoluzione che speriamo sia seguita anche dai comuni che fanno parte del territorio provinciale, fin qui bravi a differenziare ma troppo supini agli indirizzi provenienti dalle stanze di piazzale della Pace, che rimane l’unico ente che ancora sostiene la bontà dell’inceneritore, anche di fronte alla realtà così cambiata come quella di oggi.
Paolo Rabitti avrà un lavoro da compiere non piccolo ne semplice.
Siamo certi però che le sue qualità prevarranno su qualunque ostacolo e che alla fine uscirà finalmente tutta la storia del mostro di Ugozzolo, brutta o bella che sia.
Un sentito buon lavoro a Rabitti da parte di tutti i cittadini di Parma.
E da Gcr in modo particolare.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma

Fonte

ACERRA: differenziata passata in 12 mesi dal 10% al 62% – Così non servono più gli inceneritori !!!

 CAMPANIA

Rifiuti, la lezione di Acerra
in un anno differenziata al 62%

Il comune premiato dal Conai per lo straordinario successo ottenuto nel giro di appena 12 mesi (+52%). Buoni acquisto per i cittadini in base al peso del materiale salvato dalla discarica

Rifiuti, la lezione di Acerra in un anno differenziata al 62%

ROMA – Mentre a Roma si continuava a litigare sulla scelta di un posto per costruire la nuova discarica, lasciando languere la raccolta differenziata su percentuali di poco superiori al 20%, Acerra, comune simbolo dell’unico termovalorizzatore della Campania, metteva a segno un clamoroso record passando nel giro di appena un anno dal 10 al 62%. A certificarlo è il Conai, il Consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi, che ha assegnato all’amministrazione governata dal centrosinistra il premio ‘start up’.

“Si è riusciti ad aumentare del 52% la differenziata grazie a un porta a porta spinto, all’eliminazione dei cassonetti, e a un Centro raccolta tecnologico”, spiega Fabio Costarella, responsabile area sud del Conai. Prima del nuovo sistema, ricorda, la raccolta veniva fatta in maniera prevalentemente stradale. Tutti i materiali (carta, vetro, plastica e metalli, organico, indifferenziato) vengono invece ritirati ora direttamente a casa.

“La riuscita della differenziata – osserva Vincenzo Angelico, assessore all’Ambiente del comune di Acerra – è stata frutto anche di un’opera di divulgazione e informazione tra i cittadini; e siamo in 60.000. Ora vogliamo fare ancora di più”. Il territorio, rileva Maria Piscopo, dirigente del…

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Inceneritore, “il sindaco dica quel che vuole fare”

10/07/2012
h.13.40

Non c’è più tempo da attendere sulla questione del termovalorizzatore.
La decisione della Giunta non può aspettare ancora o essere rimandata addirittura a dopo l’estate. E’ una decisione che il Sindaco deve assumere con urgenza. Perché il cantiere Iren di Ugozzolo, mentre il Sindaco non decide nulla, sta marciando con un ritmo di avanzamento lavori di molti milioni di Euro al mese (stimiamo sull’ordine di almeno dieci milioni di lavori al mese) e, se l’intenzione del Sindaco è realmente quella di smontare l’impianto, come si è formalmente impegnato a fare, e se quindi non si trattava solo di una battuta elettorale, ogni settimana che passa comporta un aumento enorme dei costi dell’eventuale smantellamento e il rischio conseguente di una levitazione della possibile richiesta di danni da parte di Iren verso il Comune, che già si può profilare di dimensioni clamorose.
Noi abbiamo sempre sostenuto che la scelta di realizzare questo termovalorizzatore, da parte di Comune e Provincia sia stata un errore. Abbiamo sostenuto che occorre impostare una strategia di breve-medio periodo per renderlo superfluo e riconvertirlo in un impianto a freddo, senza combustione. Ma riteniamo anche realisticamente che, a causa degli errori commessi nel passato da parte del Comune e della Provincia, oggi i margini amministrativi per impedirne l’avviamento sono minimi e passano tutti da un non impossibile accordo con Iren. Il Sindaco è stato eletto dai cittadini sulla base di una promessa elettorale precisa, ovvero che non avrebbe fatto partire l’impianto. Era solo una falsa promessa per ottenere consensi, una o è ancora un’intenzione seria? Se è intenzione reale, il Sindaco deve dire però come fare, non sul piano delle belle intenzioni, ma della concretezza amministrativa, degli atti che intende compiere, delle azioni che intende sviluppare.
Lo chiediamo al Sindaco, e lo chiediamo anche al Movimento Cinque Stelle, il cui documento sulla gestione rifiuti, del tutto condivisibile, non dice però assolutamente nulla su quali possano essere le strade concrete per impedire ad Iren di accendere il forno di Ugozzolo.
Sui rischi che corre il Comune legati ad una eventuale lotta frontale con Iren, per impedire l’avviamento del forno, sappiamo che non esiste alcuna penale, di cui in modo del tutto improprio si è parlato anche in campagna elettorale. Non esiste penale, perché non si tratta di un appalto, come tutti dovrebbero sapere. Ma, se è vero che non esiste una penale, esiste il pericolo, molto serio, ovvero che il Comune possa esser chiamato a risarcire Iren dei costi e dei danni che deriverebbero dallo smantellamento dell’impianto, dalla sua costruzione, dai mancati guadagni. Il Comune ne è consapevole? Una richiesta di danno verso il Comune potrebbe coinvolgere fatalmente anche la provincia, per i cui rifiuti l’impianto è stato realizzato. Infatti, ricordiamo che non si tratta affatto di un impianto solo comunale, ma esso è di ambito provinciale.
L’impianto, anche questo lo dobbiamo ricordare, viene oggi realizzato da Iren, sulla base di un accordo di programma sottoscritto nel 2006 dall’allora Enìa con il Comune di Parma, accordo approvato da tutti i movimenti civici e i partiti politici, compresi Ds e Margherita.
Chiediamo ora al Sindaco: è sufficiente sostenere che, avendo Enìa cambiato ragione sociale ed essendo confluita in Iren, società non totalmente pubblica, ma quotata in borsa, quell’accordo non vale più e il termovalorizzatore è un’opera abusiva? Noi crediamo che la questione sia molto delicata e per nulla scontata sul piano legale ed amministrativo, ma riteniamo in ogni caso che sia da evitare il rischio di un contenzioso al buio con Iren, che sarebbe un rischio assai probabile, nel caso il Comune volesse impedire l’accensione dell’impianto.
A un mese e mezzo dalle elezioni, la nuova Amministrazione non ha ancora detto alla città quale sia la strategia che intende perseguire. Eppure c’è stato tempo per leggere le carte, per approfondire gli aspetti tecnici ed amministrativi.
Infine dobbiamo dire che non ci è piaciuto apprendere dalla stampa che la questione del termovalorizzatore venga trattata in cene segrete tra amministratori. Non è un metodo che noi approviamo, è un approccio da prima repubblica. Chiediamo chiarezza, trasparenza, rispetto dei cittadini. Chiediamo che il Sindaco riferisca in Consiglio Comunale, che sia apra un dibattito, prima che il termovalorizzatore sia definitivamente ultimato e cominci ad incenerire rifiuti, siano essi di Parma o della provincia, mandando in fumo tutte le promesse elettorali.

Roberto Ghiretti

Fonte

M5S: “Si riconverta l’inceneritore”

 

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12/07/2012 

E’ iniziato il Consiglio comunale di Parma.

Iotti (PD) interroga l’assessore all’urbanistica in merito alla possibile destinazione d’uso del Ponte a Nord.
L’assessore ha risposto che nessun abuso edilizio è stato commesso ma che l’interno della struttura non può essere destinato ad uso urbano o abitativo.

Ghiretti ha poi chiesto cosa intende fare sull’inceneritore, il cui costo del cantiere cresce di circa 10 milioni di euro all’anno.
Risponde l’assessore all’ambiente Folli: “Confermiamo la nostra volontà di non accendere questo inceneritore. In questi anni tutta la politica è andata a braccetto per realizzare questo cantiere. Stiamo verificando la correttezza delle procedure autorizzatorie: il progetto è molto cambiato nel tempo rispetto a quello originario. Ogni qual volta arrivere a delle conclusioni informeremo il consiglio”.

Vescovi (PD) ha interrogato il sindaco sul Teatro Regio: “A che punto siamo?”. Pizzarotti ha risposto che il Regio si trova in una situazione molto difficile: “Non prenderemo decisioni di pancia e ci prendiamo il tempo necessario per compiere le scelte più giuste perchè il Regio è un patrimonio importantissimo della città”.
Buzzi (PDL) chiede chiarimenti sul costo della giunta che “non è vero che è diminuito per assessore, anzi aumentato. Il costo complessivo è diminuito perchè la legge ha imposto il taglio del numero degli assessori”. Pizzarotti ha risposto che “non sappiamo ancora bene il costo della nostra giunta in quanto i nostri assessori non hanno ancora depositato i dati per ottenere il compenso. In merito alla delibera che assegna come valore massimale di 15.000 euro per i rimborsi spese, non è pensabile che deliberassimo 1.000 euro ogno mese”.

Il Consiglio comunale discute i membri delle Commissioni.
De Lorenzi (M5S) esprime perplessità nulla designazione da parte di minoranza di Ubaldi all’interno della Commissione Patrimonio.
Rispondono polemici Pellacini, Buzzi e Ghiretti: “Sono nomi che competono a noi: questa è la democrazia”.
Ghiretti (Parma Unita) chiede che venga elaborato un Regolamento sulla Movida.
In merito alla Movida, il consigliere Manno (Pdci) propone di far contribuire ai costi di pulizia (oggi sostenuti interamente dal Comune a favore di Iren) dei spazi pubblici che “sono diventati urinatoi a cielo aperto”. Chiedo anche una maggiore presenza di Vigili Urbani. Questo si può fare da subito”.
L’assessore Casa risponde che presto verrà emessa un’ordinanza.
Bosi (M5S): “Noi votiamo a favore di tutti i nomi; De Lorenzi ha il diritto di esprimere il proprio parere”.
La delibera passa con 26 voti a favore e un astenuto.

Ghiretti (Parma Unita) chiede che venga elaborato un Regolamento sulla Movida.
In merito alla Movida, il consigliere Manno (Pdci) propone di far contribuire ai costi di pulizia (oggi sostenuti interamente dal Comune a favore di Iren) dei spazi pubblici che “sono diventati urinatoi a cielo aperto. Fin da subito si può garantire una maggiore presenza dei Vigili Urbani durante la Movida”.
L’assessore Casa risponde che presto verrà emessa un’ordinanza.
La mozione di Ghiretti, emendata in un passaggio, viene approvata all’unanimità.

Bosi (M5S) presenta la mozione della maggioranza per superare gli inceneritori “che l’Europa ci chiede di spegnere” e di “riconvertire il cantiere di Ugozzolo“.
Buzzi (Pdl): “L’Europa ci parla anche di recupero energetico. Bisogna valutare l’intero bilancio energetico, considerando il teleriscaldamento. In Europa si stanno costruendo altri 30 inceneritori. In base a che cosa si chiede la riconversione di un cantiere regolarmente autorizzato e inserito nella pianificazione provincialle, tra l’altro senza gravare economicamente sui cittadini?. L’impianto è privato su un terreno privato”.
Manno (Pdl): “La mozione fa difetto anche in logica. Che senso ha un concorso di idee se non esistono mezzi economici e giuridici per riconvertire l’impianto. La riconversione ha un costo rilevantissimo per i danni procurati. La costruzione dell’inceneritore è legittima e Iren ha il diritto di costruire. Si sprecherebbero dei soldi pubblici e si procurerà un danno alle casse comunali che però andrebbero ricondotti al sindaco, assessore, consiglieri comunali che hanno votato la mozione”.
Ghiretti: “Sono d’accordo con la mozione quando fa riferimento Rifiuti Zero. Poi però mi mancano le informazioni su cosa voglia dire spegnere l’inceneritore. Sono due aspetti diversi”.
Iotti (PD): “In questi anni bisognerà ridurre il conferimento a smaltimento aumentando la raccolta differenziata. I tempi per arrivare a Rifiuti Zero non sono domani, fra un mese o un anno. L’alternativa oggi è l’inceneritore è la discarica. Voi avete vinto le elezioni dicendo che bloccherete l’inceneritore ma non dite come… di un impianto neppure di proprietà del Comune che qualcuno ha pagato. E’ una mozione che ha molte carenze. Non si fa neppure riferimento all’ATO che è l’unico soggetto deputato per legge a decidere dove vanno i rifiuti. Chi dice che approvando questa mozione si chiude l’impianto dice cose non vere”.
Firfaro (M5S): “Oggi stiamo prendendo una strada e ce ne assumiamo la responsabilità. Non stiamo dicendo che oggi chiudiamo l’inceneritore. L’alternativa al forno, Vedelago, ha creato 9.000 posti di lavoro con tutto il suo indotto”.
L’assessore all’ambiente Folli: “Stiamo cercando una soluzione diversa dall’inceneritore economicamente sostenibile. Oggi non posso dire di più perchè la questione è molto complessa. Si può fare reddito anche con una gestione dei rifiuti diversa”.
Bosi (M5S): “I cittadini sul tema dell’inceneritore mi sembra chiara. Proponiamo il gemellaggio con San Francisco che gestisce i suoi rifiuti senza inceneritore dagli anni ’70. Vogliamo essere anche noi l’eccellenza, essere avanti. Non vogliamo arrecare un danno ad Iren. L’alternativa alla discarica ci sono: oggi Napoli porta i suoi rifiuti in Olanda a 90 euro alla tonnellata, mente noi ne paghiamo circa 160”.
Pellacini (Udc): “Non voterò questa mozione perchè sono solo parole piene di demagogie. Il termovalorizzatore (così si chiama) produce anche dei beenfici come il teleriscaldamento. E’ una mozione molto fumosa. Rispettiamo il nostro programma in campagna elettorale”.
Dall’Olio (PD): “Noi condividiamo gli obiettivi generali della premessa della mozione e la gerarchia delle modalità di smaltimento. Vogliamo andare verso una società del riciclo e del riuso. Non siamo d’accordo sui tempi, i modi, le scale territoriali e le risorse per fare questa transizione. Ci sono anche dei tempi legati alla costruzione di impianti alternativi e alla diffusione di stili di vita. Adesso Folli dice che serve del tempo, in campagna elettorale diceva altro. In questi momento i rifiuti di Parma vanno fuori provincia, per lo più a Reggio Emilia. Dal 2012 questo non potrà più accadere. C’è bisogna di una visione territoriale più vasta, su scala regionale. Prima verranno superati gli impianti più vecchi e poi costruiti quelli alternativi. Mancano degli impegni concreti. Noi ci asteniamo”.
Buzzi (Pdl): “State attenti perchè se con questa mozione e le conseguenze che essa determinerà si genereranno dei danni a cui chi la vota sarà chiamato a rispondere personalmente”.
Ghiretti: “C’è un pò di confusione in questa mozione. Ci potete spiegare come si fa a non generare un danno a Iren e al Comune? Mi astengo”.
La mozione viene approvata  con 17 voti favorevoli, 2 contrari, 6 astenuti.

Dall’Olio (PD): “Presentiamo una mozione su una proposta di legge popolare sui rifiuti che è stata depositata  in Regione, promossa da molte associazioni, amministrazioni del PD, Sel, Idv e Prc. Si precisa una gerarchia chiara che parte dal recupero del materiale, alla tariffa puntuale, al principio di chi più produce rifiuti più paga”.
Ageno (M5): “Tra i proponenti di questa legge c’è il GCR di Parma. Siamo entusiasti di questa mozione. Speriamo questa mozione possa essere discussa anche in Provincia di Parma. Questa legge dice no all’incenerimento. Un inceneritore deve lavorare 20 anni per ammortizzare i costi. Noi tra 8 anni, con questa legge, metteremmo a digiuno l’inceneritore…. e a quel punto i soldi li avremmo buttati via. Ci vorrebbe un pò più di coerenza”.
La mozione è approvata con 24 voti a favore e 2 astenuti.

Scarpino (PD) chiede l’invito ai membri del Cda dell’Istituto Baistrocchi nominati dal Comune di Parma, al direttore sanitario di rassegnare le dimissioni alla luce delle inchieste giudiziarie in corso,
Buzzi (Pdl): “Voterò contro”.
Mazoli (M5S): Voteremo a favore per risolvere i conflitti di interesse”.
Ghiretti (Altra Politica): “Mi astengo”.
La mozione viene approvata.

Pizzigalli (M5S): “Proponiamo che il Comune avvii un percorso per preservare la memoria della Resistenza, a partire dalla scuole, e di non concedere le sale comunali a gruppi estremisti”.
Manno (Pdci): “Si stanzino anche delle risorse”.
Vescovi (Pd): “Condividiamo la proposta. Il recupero della memoria deve essere amntenuto patrimonio di ciascuno di noi e della Comunità”.
Zioni: “Siamo contro ogni estremismo, di destra e di sinistra”.
La mozione è approvata all’unanimità.

[continua…]

Rifiuti in Italia: la Salute in cenere?

Guardare questo video (soprattutto la seconda parte) è un ottimo metodo per informarsi sull’argomento incenerimento di rifiuti e per rendersi conto di come vanno, spesso, le cose in Italia.