COMUNICATO STAMPA – presentato in sala stampa del Comune di Verona oggi martedì 15 gennaio 2013

                                                

       Oltre… Ca’ del Bue

Oltre Ca’ del Bue, in direzione est, coperto a livello di esposizione mediatica dalle polveri e dai fumi dell’inceneritore, sta per concretizzarsi il progetto di un impianto ancora più pesante di quello contro cui da anni si stanno battendo comitati e popolazione.

Nel silenzio generale in località Ca’ Vecchia, che amministrativamente rientra sotto la giurisdizione del comune di san Martino Buon Albergo, ma di fatto sorge all’ombra dei camini di Ca’ del Bue (comune di Verona), sta per prendere il via quello che la ditta Adige Ambiente s.r.l. nell’istanza di compatibilità ambientale inoltrata alla Regione definisce come “delocalizzazione dell’esistente impianto di stoccaggio di rifiuti pericolosi e non, solidi e liquidi, con contestuale introduzione di varianti sostanziali”.

“Oltre” alla cosiddetta “delocalizzazione” dell’impianto esistente e l’ampliamento dello stesso con la costruzione di un’area coperta di circa 19.000 mq, già di per sé preoccupante,  si prevede l’introduzione di una “variante sostanziale” identificata come l’avvio di una nuova attività siderurgica con la produzione giornaliera di 160 tonnellate di ghisa con “recupero di ossidi metallici” provenienti da 40 mila tonnellate annue di rifiuti che verranno fusi nei due forni pirometallurgici.

Nella linea produttiva dedicata a questo, denominata “M8”, si prevede, inoltre, la costruzione di ben cinque camini, alti una ventina di metri, da due dei quali il progetto calcola che usciranno dai 50 ai 90 mila metri cubi di emissioni ogni ora.  Gli elaborati  indicano che le fonti emissive inquinanti  saranno costituite da  PTS (polveri totali sospese), NOx (ossidi di azoto), SOx  (solfati di azoto), PCDD (diossine) e PCDF (furani).

Anche senza tener conto delle, speriamo improbabili, emissioni dall’attiguo  inceneritore di Ca’ del Bue (circa 300 metri di distanza) che si andrebbero a sommare rimane solo da immaginare quale sarà  l’impatto non solo sugli allevamenti di bestiame da carne e da latte e per le colture agricole anche di  pregio (asparagi, mele) della zona,  ma anche e soprattutto sulla popolazione dei comuni limitrofi tra cui Verona, San Martino B.A., San Giovanni Lupatoto e Zevio. Quanto alla caratterizzazione delle immissioni non è possibile avere dati certi visto che nel progetto non vengono dichiarati i materiali che si andranno a smaltire nei forni che avranno in dotazione dei sistemi di filtraggio ridotti al minimo.

E’ davvero scoraggiante la scarsità delle informazioni date a riguardo ai cittadini, sia alla popolazione residente nel comune su cui insiste l’impianto che  a quella dei  comuni limitrofi.

Fino ad oggi, per quanto ci è dato sapere,  solamente il Comune di San Giovanni Lupatoto ha espresso serie critiche nei confronti del nuovo impianto, inviando delle circostanziate osservazioni al progetto presentato in regione dalla ditta proponente Adige Ambiente s.r.l. nei tempi previsti dalla legge (60 giorni dalla pubblicazione del progetto su l‘Arena del 12 novembre 2012).

 

Quanto al comune e alla provincia di Verona auspichiamo comunque che ci sia una contrarietà a questo progetto, nella speranza che finalmente, oltre che trovare soluzioni alternative all’incenerimento e alla discarica  attese da 10 anni, si sviluppi un senso di rispetto per il proprio territorio e per la salute dei cittadini.

Verona, 15 gennaio 2013

per Associazione Salute Verona   Marco Ciogli

per Associazione Aria Pulita Zevio           Stefano Fittà

per Associazione CTT                                Gianni Giuliari

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