CHE CIASCUNO FACCIA LA SUA PARTE

Nella girandola di dichiarazioni altisonanti, proclami e accuse reciproche sul tema dell’inceneritore di Cá del Bue (cui i cittadini assistono sgomenti in questi giorni) l’Associazione Salute Verona rimane coerente sulle proprie posizioni.

Coerente, in quanto la contrarietà all’impianto di incenerimento dei rifiuti è basata su serie argomentazioni scientifiche ed economiche, non sulle convenienze del momento e l’opportunismo dei suoi ‘dichiarati e mai celati ‘nemici’ nella battaglia: coloro che con tanta convinzione in passato dichiaravano quanto l’impianto fosse utile e addirittura necessario (bum!) e ora, senza vergogna, girano la banderuola dalla parte opposta e fanno proprie le posizioni che la nostra associazione (e i tanti cittadini che la pensavano come noi) hanno sempre sostenuto.

I cittadini, presi in giro da quei politici e amministratori che, per anni, hanno raccontato loro come l’inceneritore fosse necessario, ora voltano gabbana e faranno le loro valutazioni nelle urne.

A noi di Salute Verona preme dire che è ora che si smetta di parlare; che ciascuno faccia la sua parte:

Il comune di Verona rescinda il contratto con Urbaser (la ditta che dovrebbe costruire il nuovo inceneritore) “investendo” l’importo del 2,5 %, ossia poco meno di 3milioni di euro (più Iva) (e non gli 8 -9 milioni citati nell’articolo de l’arena del 29 c.m.). La penale di 26 milioni di euro che Agsm nel 2005 ha incassato da Ansaldo, quando la fase di collaudo del vecchio impianto non era stata superata, potrebbe ben aiutare in tal senso.

La Regione Veneto intervenga sul proprio piano dei rifiuti stralciando l’impianto di incenerimento veronese e attuando, sin da subito, politiche che portino rapidamente la raccolta differenziata verso la soglia prevista del 76%.

Il Governo tolga dalla bozza di decreto attuativo dell’articolo 35 del decreto Sblocca Italia l’impianto di Ca del Bue. Lasciando per un attimo perdere in nostro impianto cittadino pensiamo che da un Governo impegnato quotidianamente a lanciare slogan, o meglio, hashtag, sulla modernizzazione del Paese, ci si aspetta qualcosa di meglio del via libera all’incenerimento, metodo di smaltimento dei rifiuti obsoleto ed anacronistico. Il Governo indirizzi piuttosto gli investimenti su impianti di trattamento dei rifiuti all’avanguardia, che garantiscano di rimanere ‘attuali’  nel corso degli anni grazie a modelli di progettazione dinamici che possano adeguarsi all’evoluzione inevitabile delle tipologie di rifiuto. E spinga su politiche di riduzione dei rifiuti, come fanno tutti i paesi avanzati, incentivando a livello industriale la progettazione di materiali che garantiscano il riuso oppure uno smaltimento compatibile con le politiche di riciclo dei materiali.

Il momento è propizio affinché ciascuno dei tre principali interlocutori (Comune, Regione e Governo centrale) dimostri con i fatti la propria tensione verso politiche evolute in ambito di trattamento dei rifiuti, attuando quelle proposte che proprio in questi giorni sono proclamate a gran voce, solo così noi cittadini potremo tornare a credere a quanto in questo momento può apparire una demagogica strumentalizzazione.

Associazione Salute Verona

Nicoletta Chierego, Daniele Nottegar

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