Inceneritore, M5S: non abbiamo bacchetta magica

Nonostante i proclami di alcuni consiglieri di minoranza l’inceneritore rimane una soluzione dannosa e inutile. La nomina di Paolo Rabitti come consulente del comune di Parma sulla vicenda dell’inceneritore deve avere scombussolato non poco tali consiglieri. Stiano sereni, non vogliamo che far emergere la verità su una storia dai troppi lati oscuri.

Quando ci si imbatte in errori madornali bisogna cercare di fare il possibile per correggerli e se si vuole trasparenza e onestà non bisogna fermarsi fino a quando non si giunge ad una spiegazione coerente e la matassa si fa meno intricata. E’ quello che sta facendo l’amministrazione comunale di Parma, in particolare sull’inceneritore di Iren in fase di costruzione ad Ugozzolo. Ma certo non ci si limita a far emergere l’assurdità di un progetto voluto e sostenuto non solo da Ubaldi e Vignali, ma anche e soprattutto dal Pd e da Bernazzoli, che oggi non sanno come uscirne, nemmeno a parole.

Si sta lavorando alacremente, per far fare a Parma un passo decisivo e inarrestabile verso la prospettiva rifiuti zero e riciclo totale, per dimostrare che anche in questo caso è una questione di volontà e non di impedimenti. Ovvio che i rifiuti zero non si possono attuare domani mattina, ma nel giro di pochi anni questo sarà possibile.

I consiglieri di minoranza potrebbero dare il loro contributo, ma preferiscono sparare a casaccio e nel mucchio, senza peraltro aver nulla di concreto da colpire. Senza rendersi conto che la campagna elettorale è finita da un pezzo. Il sindaco Pizzarotti e l’assessore Folli, con il contributo di tutta l’amministrazione e i consiglieri del movimento cinque stelle, stanno impegnandosi a fondo per costruire il progetto della raccolta differenziata che consenta a Parma di fare il salto di qualità che fin qui è mancato.

Non abbiamo la bacchetta magica, che sicuramente Dall’Olio ci potrebbe mostrare, ma abbiamo ben chiaro l’obiettivo, che forse manca invece al Pd, quello di fare il bene dei cittadini e del territorio, evitando di accendere un impianto che dovrebbe bruciare vent’anni per arrivare a coprire i costi di investimento. Per noi viene prima di tutto la salvaguardia dell’ambiente, non a parole, ma con i fatti. E sui rifiuti ormai non si può più fingere che non ci siano soluzioni alternative ed efficaci all’incenerimento.

Come il Pd ben sa anche a Reggio se ne sono accorti. I materiali scartati devono essere recuperati, non bruciati. Sono una ricchezza. Una convinzione surrogata anche dall’Europa, che prevede al 2020 il divieto di bruciare materiali riciclabili o compostabili. Ci spiegheranno allora i consiglieri cosa vorrebbero bruciare nel loro tanto amato inceneritore, quando l’Europa porrà il suo veto.
Movimento 5 Stelle Parma

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