Pannolini sporchi? Un bel business: ecco il primo impianto che li ricicla.

Recupero al 100%, nasce una filiera inedita nel mondo. L’azienda Crv, il Comune di Ponte nelle Alpi, la costola italiana della multinazionale: patto per la eco-innovation

 

VEDELAGO (Treviso) — Chiunque ne abbia cambiati a quintali per ripulire il piccolo di casa, se lo sarà chiesto almeno una volta: ma dove andranno a finire tutti questi pannolini usati, con il loro profumatissimo carico? Risposta: fino a oggi, sono andati nel bidone del secco indifferenziato e, nel migliore dei casi, sono stati smaltiti per incenerimento. O, più probabilmente, sono stati seppelliti in una discarica, posto che costa molto meno.

Non sarà sempre così. In provincia di Treviso, nello stabilimento del Centro Riciclo Vedelago (Crv), sta per arrivare dagli Stati Uniti – dove è stato costruito il «cuore» del macchinario, seguendo i suggerimenti e le indicazioni dei tecnici vedelaghesi – il primo impianto al mondo destinato a realizzare una filiera completa per il recupero totale di pannolini e pannoloni, che pesano per il 3% sui 32 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti complessivamente ogni anno in Italia. Un investimento da 5 milioni di euro, che è stato sostenuto, in partnership tecnologica con Crv, dalla Fater spa, cioè l’azienda abruzzese che produce e commercializza in Italia e in buona parte d’Europa i prodotti della multinazionale Procter&Gamble. Per capirsi: i marchi Pampers, Lines, Tampax, Linidor, la quintessenza del pannolino-assorbente-pannolone.

«Fater ha scelto noi e ha scelto il Veneto – spiega Carla Poli, portavoce e fondatrice di Crv – perché qui esiste la punta avanzata della raccolta differenziata in Italia. L’impianto che stiamo per inaugurare è il frutto di tre anni di ricerche e di test sul campo, cui ha dato un contributo determinante il Comune di Ponte nelle Alpi, nel Bellunese, dove la raccolta differenziata dei pannolini si fa da anni». Carla Poli ha portato il suo progetto di eco-innovation all’Unione Europea e alla recente conferenza di Rio sullo sviluppo sostenibile, sottolineando la rilevanza di sistema dell’operazione: dal produttore del pannolino al consumatore finale, tutti sono coinvolti e tutti ne traggono un beneficio in termini di risparmio. La tecnologia Crv, infatti, consente un riciclo effettivo del 100%: verranno recuperate tutta la cellulosa, tra l’altro di ottima qualità, e tutta la plastica.

«E anche il contenuto di produzione umana – sorride Carla Poli – viene sterilizzato e precipita come sale organico, riutilizzabile. Questa, dal nostro punta di vista, si può considerare una filiera completa di green economy. Sono le nuove frontiere di quella che io chiamo l’economia circolare: la nostra civiltà non può più permettersi di produrre scarti che costituiscano un problema per il futuro e che generino costi molto rilevanti per il loro smaltimento». Il progetto, nella sua fase operativa, prenderà avvio con l’attuazione dell’accordo specifico raggiunto tra l’amministratore delegato di Crv, Alessandro Mardegan, la Fater e Savno, società che gestisce la raccolta dei rifiuti urbani in 42 comuni del Veneto nordorientale. A regime, si calcola che Savno potrà eliminare 3250 metri cubi di rifiuti destinati alla discarica e recuperare fino a 1250 tonnellate di nuova materia prima. Pensateci, quando cambierete il prossimo pannolino.

Alessandro Zuin

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