Perché accettare tutto questo ?

Nel mese di luglio 2012 verranno valutate in regione le osservazioni alla VAS ovvero la VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA relativa alle linee guida del nascente nuovo Piano regionale dei rifiuti urbani e speciali. Il nuovo piano avrà lo scopo di inquadrare e orientare tutte le scelte che riguardano la gestione dei rifiuti urbani e speciali nel territorio Veneto, e quindi anche nel nostro territorio. Il precedente piano, risaliva al 2004 e dato che dovrebbe essere aggiornato  al massimo ogni due anni, (cosa mai fatta) si capisce come la strategia seguita fino ai nostri giorni sia stata fuorviata da dati di partenza nel frattempo enormemente mutati. La scelta di costruire un nuovo, enorme impianto di incenerimento a S. Michele Extra è stata quindi fatta su dati vecchi di otto anni che non tenevano conto della raccolta differenziata, del calo fisiologico di rifiuti dovuto alla crisi, della mutata composizione dei rifiuti e di tutte le forme di riciclaggio sorte in questi anni. Tale scelta quindi è e rimane anacronistica oltre che estremamente costosa per le tasche e per la salute dei cittadini. Salute Verona si è molto impegnata per presentare un alcune osservazioni alla nostra provincia in collaborazione stretta con alcuni componenti del Consiglio Provinciale, dalle quali emerge l’irrazionalità nel voler inserire i nuovi enormi inceneritori di San Michele nel piano strategico regionale nascente, motivazioni più volte descritte anche su questa rivista. Vedremo se finalmente, ma purtroppo ne dubitiamo, i nostri amministratori sapranno ragionare, o se invece si comporteranno come già detto da qualcuno come degli YES MEN, pronti a schiacciare il pulsante rosso o verde secondo gli ordini di scuderia. Rimanendo invece nel nostro comune, apprendiamo, (ma la cosa era già nota da tempo) dall’assessore Toffali che a breve partirà uno studio di monitoraggio ambientale e sanitario, che avrà come organo incaricato I.S.S. (istituto superiore di sanità) che dovrà dire con precisione come è la situazione sul territorio circostante l’area dell’inceneritore. Tutto bene? Non proprio! Lo studio avrà una durata di 18 mesi ed un costo di 120000 (centoventimila euro) a totale carico dei cittadini veronesi. Non sarebbe più giusto che a pagare sia la ditta che costruisce l’impianto visto che asserisce che non inquina? Su un impianto dal costo di 140 milioni  di euro non ci sta forse anche questo studio? Ma la cosa più scandalosa è questa: è imminente la pubblicazione del SIA ovvero lo studio di impatto ambientale (quello studio che, in parole semplici, descrive l’impatto ambientale e quindi anche sanitario dei futuri inceneritori sui territori limitrofi) ebbene il SIA, indispensabile per la procedura di attivazione degli impianti, non potrà tenere in alcun conto del costoso studio dell’istituto Superiore di Sanità venduto dall’amministrazione veronese come “preventivo” e al servizio del famoso “punto zero dello stato ambientale” il perché è già stato sopra citato : lo studio impiegherà 2 anni ad essere completato e tra 2 anni, se sono realistici i tempi dichiarati, l’inceneritore sarà già arrivato al camino… Se inoltre questo studio una volta terminato dimostrasse, cosa molto probabile che esistono delle condizioni di incompatibilità fra inceneritore e territorio circostante già notoriamente e gravemente inquinato da altre fonti? E’ meglio prevenire che curare si dice e proprio così ci hanno “venduto” questo famoso e lautamente pagato studio dell’ ISS, parafrasando si potrebbe dire “Ci soffocano e ci dicono che è aria di montagna…” Perché accettare tutto questo? ….. Buone vacanze Sanmichelati

 Per Salute Verona Nicoletta Chierego  Paolo Portelli

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