Sit-in ai cancelli contro la nuova Ca’ Vecchia

SAN MARTINO BUON ALBERGO.Ragazzi, famiglie e anziani, oltre cento persone di vari comitati anche cittadini davanti all’azienda che ha chiesto di ampliare l’impianto. La protesta durante il sopralluogo della Regione «Non vogliamo una fonderia, questa discarica andava risanata e invece chiedono deroghe»

Comitati di cittadini protestano davanti alla discarica di Ca’ Vecchia FOTOSERVIZIO DI VINCENZO AMATO

Comitati di cittadini protestano davanti alla discarica di Ca' Vecchia FOTOSERVIZIO DI VINCENZO AMATO

San Martino Buon Albergo. È durato due ore il presidio davanti ai cancelli della discarica di Ca’ Vecchia, promosso dai residenti di San Martino Buon Albergo, con la collaborazione dei comitati che per primi hanno sollevato il velo sul progetto di ampliamento del sito, concepito come nuovo impianto di stoccaggio provvisorio di rifiuti pericolosi e non pericolosi, liquidi e solidi, con forni per la fusione e il recupero di metalli, presentato dalla società Adige Ambiente a novembre. Il comitato di accoglienza dei componenti della commissione regionale di impatto ambientale (Via), in visita al sito per poter dare un parere informato sul nuovo impianto, era nato da un’idea lanciata a Case Nuove lunedì scorso, durante una serata promossa dalla minoranza consiliare, e in due giorni si è trasformato in un folto gruppo di manifestanti di tutte le età, dai bambini agli anziani, molti con cartelli, alcuni con striscioni, altri con bidoni usati a mo’ di tamburi. Almeno 120 persone. Il ritornello era lo stesso per tutti: «Acqua, terra, aria non inquinate per i nostri figli». Adige Ambiente, emanazione di Progeco, ditta proprietaria della discarica di Ca’ Vecchia, presenta l’impianto come semplice delocalizzazione di una struttura già esistente all’interno di Ca’ Vecchia, ma con la scusa di spostare un capannone, approfitta per consumare terreno agricolo, costruire un’area coperta di 19mila metri quadrati, impiantare un’attività siderurgica con la produzione giornaliera di 160 tonnellate di ghisa con recupero di ossidi metallici provenienti da 40 mila tonnellate annue di rifiuti, che verranno fusi nei due forni pirometallurgici. Ci saranno 11 linee di lavorazione e cinque camini alti una ventina di metri, da due dei quali il progetto calcola che usciranno dai 50 ai 90 mila metri cubi di emissioni ogni ora. E non sarà aria fresca. «No alla fonderia, senza se e senza ma; questo luogo non è idoneo», recitava un cartello e un altro invitava: «Difendiamo la salute dei nostri figli» e ancora: «Difendiamo la salute dai corrotti». Tra i più attivi c’erano dei sedicenni che approfittavano del primo giorno di vacanza pasquale: «Non è possibile che facciano quello che vogliono. Non possono. Il sindaco ha scritto a ogni famiglia per dire che è contrario, ma adesso ci troviamo che il progetto va avanti lo stesso», denunciava Giovanni. E Matteo: «Un politico non deve fare i suoi interessi sulla salute dei cittadini. Non vogliamo leucemie e tumori per colpa della discarica e perché altri si arricchiscano». «Serve più riciclaggio e produrre meno rifiuti, così chiudono anche queste discariche pestilenziali», ha detto convinto Davide, mentre Giuseppe, Alberto e Matteo percuotevano tamburi». «Vicino a loro genitori e nonni di Case Nuove, contrariati: «Pensiamo ai nostri nipoti. Non è giusto che poche persone decidano per il nostro futuro. Mica li abbiamo eletti noi quelli che

 

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