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Ca’ del Bue, ora è rebus
dopo lo stop di Agsm

RIFIUTI. Paolo Paternoster conferma i dubbi espressi sulla riapertura dell’inceneritore: «Non siamo obbligati a farlo». Il sindaco Tosi: «Non ho dati per valutare, quella del presidente Agsm è una posizione innovativa». E il vertice dell’azienda tira in ballo la Regione per eventuali risarcimenti

L’impianto di Ca’ del Bue alle Basse di San Michele: non dovesse funzionare come inceneritore, è un ottimo selezionatore di combustibile da rifiuti (cdr) FOTO MARCHIORI

L'impianto di Ca' del Bue alle Basse di San Michele: non dovesse funzionare come inceneritore, è un ottimo selezionatore di combustibile da rifiuti (cdr) FOTO MARCHIORI

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IL TRIANGOLO MALEDETTO !!!

Tra S. Michele, S. Martino B.A. e S.G. Lupatoto si sta progettando una cittadella dei rifiuti: ben tre impianti con un forte impatto ambientale sorgeranno in questa zona

Gentile direttore, le ultime notizie sul tema rifiuti hanno definitivamente chiarito quello che da tempo sospettavamo, ossia creare una cittadella dei rifiuti proprio al centro tra S. Michele, S. Martino B.A. e S.G.Lupatoto. Ben tre impianti di impatto devastante sorgeranno in questa zona. 1) L’inceneritore di Verona, con una capacità di 600 tonnellate giornaliere, che brucerà chissà cosa e chissà per chi. L’illusione che in regione si fosse presa coscienza dell’assurdità di un opera del genere è svanita quasi subito, ed ha lasciato il posto alla certezza che il rinvio non è stato altro che la scaramuccia tra due diverse fazioni politiche. 2) La mega discarica di Cà Vecchia, nata con una potenzialità di 75.000 metri cubi, ed il cui scopo era quello di reperire fondi per bonificare la stessa Cà Vecchia illegalmente inquinata negli anni ottanta, ed ora autorizzata ad ospitare 1.700.000 (un milione e settecentomila) metri cubi di rifiuti speciali provenienti anche questi chissà da dove. Opera questa già in atto e visibile dalla tangenziale est. 3) Un nuovo impianto di trattamento da 900 tonnellate al giorno di rifiuti pericolosi e non, comprendente anche un impianto pirometallurgico per lo smaltimento di scarti di fonderia.

Temiamo inoltre che In questo Triangolo maledetto tutto ciò non basti ancora. Sono sempre in agguato i vecchi forni di Cà Del Bue, che se riattivati potrebbero bruciare altre 500 tonnellate al giorno di rifiuti speciali. E perché non ipotizzare a questo punto anche lo spostamento di AMIA in questa cittadella del rifiuto? E’ fin troppo semplice immaginare le conseguenze per chi abita da queste parti, l’accumulo di inquinanti darà un colpo mortale a tutte le attività della zona oltre che alla salute dei cittadini. Tutto ciò farà si che la cittadella dei rifiuti dovrà ad un certo punto essere fermata, I valori di inquinamento infatti raggiunti livelli non più giustificabili, obbligheranno le autorità a far abbandonare il sito a queste attività, allora toccherà ai cittadini pagare economicamente le bonifiche. In termini di salute avremo già cominciato a pagare molto prima. Chi si è arricchito sulla nostra pelle, al contrario non ne avrà alcun onere. Gli esempi di tutto ciò sono molti, il petrolchimico di Marghera, o quello di Ancona, e ancora Brescia con la Caffaro, Taranto con l’ILVA solo per citarne alcuni.

Ma perché tutto questo? Forse è in scadenza qualche cambiale politica? Qualche sponsorizzazione sportiva, qualche palestra o qualche compensazione può essere barattata con la nostra salute? Purtroppo non solo Verona con Cà Del Bue ha ceduto all’irrazionale, anche S. Martino B.A. sta cedendo il proprio territorio con scelte irresponsabili, Cà Vecchia e il nuovo impianto di trattamento da 900 tonnellate sono sul territorio San Martinese, e tutto questo stride con la politica ambientalista basata sulla green economy e sul rispetto ambientale di cui si è fatta vanto l’amministrazione locale. Chiediamo quindi di appoggiare tutte le iniziative che verranno poste in atto assieme alla cittadinanza di S Martino, finalizzate a spronare i politici locali, in particolare il sindaco Avesani, di cui apprezziamo e condividiamo la battaglia per un’alternativa all’inceneritore, ma non possiamo che invitarlo ad opporsi con tutti i suoi mezzi a questo scempio. Ricordiamoci che sarà la Regione che autorizzerà l’impianto, ma se comuni e abitanti saranno fortemente contrari , la Regione si adeguerà, altrimenti…….

Nicoletta Chierego, Paolo Portelli
Salute Verona

Terremoto in Regione, stop a Ca’ del Bue

Il Consiglio regionale «congela» l’inceneritore di Ca’ del Bue. L’opposizione ci aveva già provato, inutilmente, il mese scorso a far passare l’emendamento che chiedeva di sospendere la costruzione di nuovi termovalorizzatori fino alla approvazione del Piano regionale dei rifiuti, un documento di cui si parla da anni ma che non è ancora stato affrontato seriamente.  DOPPIO SUCCESSO. Ieri, invece, con l’aiuto dei consiglieri del Pdl, la minoranza ha incassato la vittoria. Un doppio successo, per la verità, … … …

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L'impianto di smaltimento dei rifiuti di Ca' del Bue, alle Basse di San Michele Extra

 

Il macabro tariffario del cancrovalorizzatore del Gerbido di Torino